Square ha deciso di investire 10 milioni di dollari in un progetto teso all’utilizzazione di energia proveniente da fonti rinnovabili per il mining di Bitcoin.

Il progetto si chiama Bitcoin Clean Energy Investment Initiative e si propone di dare una prima risposta ad un problema molto avvertito dall’opinione pubblica, ovvero il notevole quantitativo di energia necessaria per il processo di estrazione dei blocchi.

Un problema molto dibattuto

L’impatto in termini di inquinamento del mining di criptovalute è ormai da tempo visto con preoccupazione da molti osservatori.

Tanto da spingere alcuni di essi, i più critici, ad affermare che si tratta di un vero e proprio danno per l’ambiente il quale dovrebbe essere combattuto.

Per cercare di smussare questo genere di critiche, sono sempre di più le aziende minerarie che utilizzano energia prodotta da fonti rinnovabili. Le quali troveranno ora un supporto in Square, l’azienda guidata da Jakc Dorsey in qualità di CEO, con il lancio di questa iniziativa.

Square si propone di dare vita ad un consorzio

All’interno del comunicato il quale ha annunciato il lancio della Bitcoin Clean Energy Investment Iniziative, Square ha dichiarato l’intenzione di reinvestire tutti i guadagni finanziari nell’iniziativa.

Con l’obiettivo di riuscire entro il 2030 a portare a zero la sua impronta di carbonio, aiutata in ciò da Watershed, azienda che incentra il suo business nell’aiuto alle aziende le quali intendano ridurre il loro impatto ambientale.

Le mosse di Square a protezione degli investimenti in Bitcoin

Square ha intensificato nel corso degli ultimi tempi i suoi investimenti in Bitcoin.

Lo ha fatto ad esempio partecipando al Lightning Labs, una società dedicata alla creazione della soluzione di scalabilità Bitcoin nota come Lightning Network.

Oltre che nel programma Square Grants, lanciato all’inizio di quest’anno con l’obiettivo di fornire finanziamenti a coloro che lavorano a tempo pieno al fine di migliorare la rete.

Il consumo eccessivo di energia è un problema reale

Il consumo eccessivo di energia per il mining di Bitcoin è considerato un problema reale e come tale è sottoposto ad un attento controllo.

Il quale nel corso degli ultimi mesi, quelli che hanno fatto seguito all’halving, ha fatto registrare notizie contrastanti, con un calo dei consumi nell’ordine del 22%, seguito dal ritorno ai livelli precedenti.

Il calo della competizione nel settore minerario, con alcuni gruppi che hanno deciso di abbandonare il settore e altri i quali si sono spostati sulle Altcoin, reputandole più remunerative rispetto al Bitcoin, è infatti stato seguito da una ripresa della corsa all’estrazione dei blocchi.

Un trend il quale potrebbe proseguire nell’immediato futuro, almeno secondo gli esperti.

Rendendo ancora più necessarie iniziative come quella di Square e l’utilizzo di energia proveniente da fonti rinnovabili da parte dei miners.