Dopo l’halving, ad assumere un ruolo molto importante nelle remunerazioni spettanti ai miners per il loro lavoro sono state le commissioni previste per la convalida delle transazioni.

A rivelarlo sono proprio i dati estrapolati dalla rete Bitcoin, i quali non sembrano lasciare eccessivi dubbi al proposito, inducendo a nuove riflessioni.

Se il passato 10 maggio, i minatori avevano infatti guadagnato 2188 token, il 12 maggio, una volta effettuato il dimezzamento delle ricompense spettanti per l’attività di estrazione dei blocchi il dato è precipitato a 852.

Un calo del 61%

In pratica il dato fatto registrare per la remunerazione dell’attività di calcolo è calato nell’ordine del 61% nelle ore successive all’evento dell’anno.

Un dato tale da costringere molti miners a riconsiderare la situazione, per cercare di capire se portare avanti l’attività possa consentire margini di guadagno commisurati all’investimento o se sia invece il caso di guardare alle possibili alternative.

Come del resto aveva già fatto Valarhash Baite, azienda mineraria che deteneva il 12% dell’hash rate sino a qualche settimana fa.

Reputando non più adeguato il livello di guadagno assicurato dal mining di Bitcoin ha infatti deciso di dedicarsi a quello delle Altcoin.

L’aumento esponenziale delle commissioni

In questo momento sono in numero minore i miners che si dedicano all’attività di estrazione dei blocchi, con un notevole calo dell’hash rate, calcolato intorno al 30% o poco meno.

Una situazione che ha avuto come conseguenza la vera e propria esplosione delle commissioni spettanti per l’attività di convalida delle transazioni.

Le remunerazioni spettanti in questo caso, infatti, sono salite dagli 0,62 dollari fatti registrare nel mese di aprile agli attuali 5,21.

Questo dato, registrato il 15 maggio, sembra segnare un notevole mutamento degli scenari, in quanto potrebbe mutare in modo molto rilevante la percezione degli utenti nei confronti della rete Bitcoin.

Un vero e proprio paradosso

Sino a qualche ora fa si riteneva che il rimescolamento in atto nell’ambito del mining fosse in grado di produrre vantaggi di non poco conto per quelli sopravvissuti all’halving.

Ora, però, sembra proprio che stia avanzando una realtà molto diversa da quella immaginata.

Se a minare saranno sempre meno persone, ben presto l’hash rate in calo potrebbe rendere sempre più farraginoso il processo di convalida, allontanando non poche persone da un Bitcoin molto problematico.

In particolare ad agire negativamente potrebbe essere proprio il livello troppo elevato delle commissioni.

Un fattore che forse non era stato considerato nei tanti modelli teorici vagheggiati prima dell’halving, ma che ora sembra incombere in maniera sempre più minacciosa sull’intero impianto, sembrando in grado di minarne le basi.