Secondo Glassnode, gli incassi dei minatori di Bitcoin sono in pratica tornati ai livelli i quali erano stati registrati a maggio.

Prima cioè che avesse luogo il dimezzamento delle ricompense loro spettanti, passate da 12,5 a 6,25 token per ogni blocco minato.

Nel corso del mese di novembre, infatti, la media giornaliera si è stabilizzata intorno ai 15 milioni di dollari, con picchi intorno ai 20.

Livelli quindi analoghi a quelli fatti registrare ad inizio anno, prima che l’iconica creazione di Bitoshi Nakamoto facesse registrare una notevole caduta della sua quotazione.

I compensi per le transazioni continuano ad essere minoritari

Se il livello delle ricompense per il mining è tornato a livelli elevati, continua invece a stentare il livello degli introiti derivanti dalle transazioni.

Si calcola che nel corso degli ultimi giorni il totale incassato sotto forma di compensa per l’accettazione delle transazioni non abbia superato i 100 token.

In pratica il 10% di quanto i miners riescono ad incassare dai circa mille i quali sono a loro volta il risultato dell’attività di calcolo.

Il rally di Bitcoin sembra destinato ad influire sull’hashrate

Secondo gli esperti, proprio il forte aumento fatto registrare dalla quotazione di Bitcoin, il quale attualmente è attestato in prossimità dei 18mila dollari, spiega il notevole aumento dell’hashrate in corso.

Il quale non ha però ancora raggiunto i livelli che erano stati registrati nel corso del mese di febbraio, spinti dalla prossimità dell’halving.

Il quale peraltro aveva spinto molti minatori a perseverare nonostante il profilarsi di un dimezzamento delle ricompense.

Se molti nel frattempo hanno deciso di mollare, spegnendo le loro apparecchiature o convertendole al mining di Altcoin, quelli che invece hanno deciso di restare sembrano ora vedere premiata la loro scelta.

Se è vero che l’hashrate è in aumento e che i minatori sono calati di numero, vuol dire che ognuno di loro ha visto aumentare il proprio profitto.

Si profila una nuova corsa al mining?

La tendenza in atto, con la quotazione di Bitcoin che continua a crescere e a toccare nuovi massimi, potrebbe ben presto tradursi in una nuova corsa al mining.

Una corsa che è già stata messa in preventivo da alcuni osservatori, i quali hanno tratto il loro convincimento dalla notevole riduzione del livello di difficoltà del mining.

Secondo logica, infatti, proprio la riduzione della difficulty aumenta la redditività del lavoro di estrazione dei blocchi sulla blockchain di Bitcoin.

Unendosi naturalmente all’impatto che può avere su questa attività la quotazione di mercato del token, aumentando l’hashrate in corripondenza dei momenti in cui essa tende ad aumentare, come sta accadendo in questi giorni.