Se recentemente l’avvocato Jeremy Hogan aveva alimentato la speranza di un accordo transattivo sulla spinosa questione di Ripple Labs, sembra invece che un evento di questo genere sia al momento da scartare.

E’ stato un documento pubblicato su CourtListener, a testimoniare come con ogni probabilità non si avrà alcun accordo entro metà agosto tra l’azienda e La Securities and Exchange Commission (SEC) degli Stati Uniti.

Sono state proprio le parti in causa a presentare una lettera congiunta al giudice federale della Corte distrettuale degli Stati Uniti per il distretto meridionale di New York, Analisa Torres.

Nella quale affermano risolutamente come non si prospetti alcun accordo, almeno in questa fase.

La speranza di un accordo continua comunque ad essere viva

Allo stesso tempo, Ripple Labs e SEC non hanno chiuso definitivamente le porte alla prospettiva di una soluzione negoziale.

Affermando, nella stessa missiva, che ove fosse raggiunto un accordo, esso sarebbe immediatamente comunicato alla Corte.

Bisogna anche ricordare come, sino a questo momento, le discussioni intercorse tra le parti siano state intrattenute con la precedente amministrazione. In particolare, con Jay Clayton, il direttore del dipartimento.

Il quale ha però lasciato l’incarico il passato 23 dicembre, dopo l’affermazione di Joe Biden ai danni di Donald Trump nella corsa alla Casa Bianca.

Il presidente designato dalla nuova amministrazione, Gary Gensler, è da parte sua ancora in attesa di una data per il suo insediamento.

Non si conosce quindi il suo orientamento sulla questione, che potrebbe anche essere diverso da quello del suo predecessore.

SEC contro Ripple Labs: cosa accadrà ora

Cosa accadrà ora nella causa intentata dalla SEC contro Brad Garlinghouse, Chris Larsen e Ripple Labs per la vendita non autorizzata di titoli?

A spiegarlo è sempre il documento inviato alla Corte, nel quale si afferma come  le parti abbiano concordato nell’indicare il 16 agosto 2021 come termine finale per la fase preliminare.

Nel corso della quale potranno raccogliere le prove e gli argomenti a sostegno delle rispettive tesi. Terminata questa fase, SEC e imputati avranno a disposizione un periodo di 120 giorni dopo la decisione del tribunale per presentare ulteriori mozioni.

Intanto Jed McCaleb vende i suoi token

Mentre la causa va avanti, il co-fondatore di Ripple, Jed McCaleb continua a vendere grandi quantitativi di XRP. Un comportamento il quale, a detta degli analisti, rischia di trasformarsi in un fattore destabilizzate per la quotazione del token, in un momento così particolare, in quanto potrebbe abbatterla del tutto.

Occorre comunque sottolineare come le vendite di XRP siano ormai una consuetudine per Jed McCaleb, come del resto rilevato dal team di Whale Alert.

Nel corso degli anni, infatti, l’ex capo tecnico di Ripple ha venduto ben 2,25 miliardi di XRP, per un controvalore pari ad oltre 546 milioni di dollari.