Ormai da anni in molti si esercitano nella ricerca dell’ormai mitico Satoshi Nakamoto, inventore del Bitcoin passato nell’anonimato totale dopo il lancio del suo iconico token.

Tra le tante ipotesi formulate, nel corso delle ultime ore sta prendendo quota quella che lo individuerebbe in Paul Calder Le Roux, un informatore della DEA attualmente detenuto per vari reati, dopo essere stato catturato nel 2012.

Ad alimentare tale convincimento sono una serie di prove circostanziali, tra cui quelle emerse nel corso della causa intentata da Ira Kleiman contro Craig Wright.

Il Documento 187

Proprio nel corso della vertenza che sta opponendo Kleiman al controverso uomo d’affari australiano, Wright ha prodotto una mozione in cui compare proprio il nome di Le Roux.

Spingendo molte persone a concludere che proprio lui fosse Satoshi Nakamoto e che il querelato sarebbe riuscito ad ottenere l’accesso ai dischi rigidi del criminale.

Un convincimento che è diventato virale su Twitter, ove le prove presentate da Wright sono state rese pubbliche. Ma fondato anche su alcuni aspetti puramente tecnici.

La preparazione tecnica di Paul Le Roux

Altro aspetto che ha spinto molte persone a stabilire che proprio Le Roux sia il vero Satoshi Nakamoto è da ricercare proprio nella grande preparazione tecnica del criminale.

Trattandosi di un ex ingegnere del software è infatti dotato delle competenze necessarie per dare vita ad una criptovaluta come Bitcoin.

In particolare, Le Roux è il responsabile della creazione di una piattaforma di crittografia del disco open source chiamata E4M.

Anche se nega il suo coinvolgimento in un altro progetto, ovvero il fork di E4M chiamato “Truecrypt”.

I reati di Paul Le Roux

I reati per i quali Paul Le Roux è stato arrestato dalla DEA sono gravissime. L’uomo è infatti stato giudicato colpevole di sette omicidi, traffico di stupefacenti e gestione di un vero e proprio cartello criminale.

E proprio la sua detenzione, in atto dal 2012, spiegherebbe la scomparsa dalla circolazione di Satoshi Nakamoto.

Una ipotesi, quella che stabilirebbe il collegamento tra Le Roux e l’inventore di Bitcoin, la quale è del resto giudicata attendibile dal giornalista investigativo Paul Ratliff.

Il quale ha spiegato in un podcast di Bitcoin.com che proprio il criminale sarebbe il Satoshi più credibile tra i tanti proposti sinora.

Resta il fatto che le prove portate a supporto di questa tesi sono ancora abbastanza deboli, fondandosi in pratica sulla preparazione tecnica di Paul Le Roux e sui tempi del suo arresto.

Prove quindi circostanziali le quali, però, non hanno mancato di rilanciare il dibattito su chi possa essere effettivamente Satoshi Nakamoto.

Una discussione la quale sembra destinata di conseguenza a proseguire per molto e a riservare nuovi colpi di scena.