Com’è ormai noto, tra i Paesi più ricettivi verso le criptovalute, in particolare il Bitcoin, ci sono quelli assillati da un livello molto elevato di inflazione.

I casi classici in tal senso sono quelli di Argentina e Venezuela, ove lavoratori e pensionati sono soliti convertire pesos e bolivar in moneta digitale.

Pur essendo quest’ultima caratterizzata da grande volatilità, consente comunque di reggere meglio alla perdita di capacità d’acquisto della valuta fiat.

Ora, però, sembra che un altro Paese della stessa area, il Brasile, sia destinato a prendere la stessa strada, a causa di una sempre più evidente perdita di valore della moneta locale, il rial.

Il rial è in aperta crisi

Se pur non al livello di peso e bolivar, la moneta sovrana brasiliana non se la passa molto bene.

Si calcola che negli ultimi tempi la caduta rispetto al dollaro statunitense si sia attestata intorno al 30%. Inoltre il tasso di interesse deciso dalla banca centrale brasiliana è stato portato al 3%, altro indice non proprio positivo per il rial.

A fronte di questo comportamento si staglia l’eccellente stato di salute del Bitcoin, evidenziato ormai da tempo.

La moenta digitale più famosa, nei confronti del rial, ha infatti messo a segno dall’inizio dell’anno una prestazione risultata di gran lunga migliore, nell’ordine del 74%.

Un dato il quale difficilmente può essere ignorato dai cittadini del gigante sudamericano che non si rassegnano alla debolezza della propria moneta.

Il rapporto di Delphi Digital

A ricordare questi dati è stato un recente rapporto di Delphi Digital, intitolato “The State of Bitcoin”, secondo il quale i problemi economici del Paese potrebbero favorire una sempre più forte affermazione della moneta virtuale associata al nome di Satoshi Nakamoto.

Lo stesso rapporto afferma poi che l’interesse dei brasiliani non darà vita ad una vera e propria inondazione di denaro digitale, ma costituirà comunque un importante tassello nella crescita di influenza del Bitcoin, a livello globale.

Considerato come la crisi generata dal coronavirus stia attaccando economie di ogni parte del pianeta e causando risposte da parte delle banche centrali tese a sostenere il settore produttivo, con il rischio di una notevole ripresa inflazionistica, sembra che il terreno per le monete virtuali sia sempre più propizio.

Tanto da spingere più di un osservatore a prevedere una notevole accelerazione in direzione dell’agognata adozione di massa degli asset digitali.

Una tesi cui sembrano convertirsi sempre più esperti, proprio alla luce di una situazione del tutto particolare come l’attuale.