Bitcoin

Se Google Trends aveva segnalato il forte aumento delle ricerche relative a Bitcoin e, in particolare all’ormai imminente halving, previsto per il prossimo 13 maggio, anche da Weibo arriva una conferma in tal senso.
Quello che è considerato il Twitter cinese, infatti, utilizzato da centinaia di milioni di utenti, ha visto BTC diventare il termine più utilizzato in assoluto per le ricerche sulle criptovalute.

Un trend ormai consolidato

Quanto sta accadendo su Weibo, del resto, non dovrebbe certo suscitare eccessiva sorpresa, considerato come in Cina l’innovazione finanziaria sia ormai di casa.
Un orientamento, quello dei cinesi, che è del resto alla base del rinnovato favore delle autorità di Pechino. Che proseguono a ritmo serrato la prova di fase relativa allo yuan digitale. La CBDC (Central Bank Digital Currency) del gigante orientale è ormai in fase di test in quattro aree urbane pilota e si prevede il suo varo ufficiale entro il prossimo anno.

Un’attenzione spasmodica

Anche su Twitter, peraltro, continua a crescere l’attenzione per il Bitcoin, in previsione del 13 maggio. Secondo The TIE, società di ricerca sui dati relativi ai social media focalizzata sulle criptovalute, nel corso della passata settimana “halving” è diventata la seconda parola più popolare utilizzata dagli utenti di Twitter che twittano su Bitcoin.

I dati di Google Trends

Va anche sottolineato che sono gli stessi dati di Google Trends ad indicare come esiste una correlazione confusa, ma comunque evidente tra l’interesse per il termine “acquista Bitcoin” e “dimezzamento di Bitcoin”.
Una correlazione tale da suggerire che proprio l’halving stia operando alla stregua di un fattore di convincimento presso gli investitori, dirigendoli verso l’acquisto di BTC.

Una tendenza favorita dalle previsioni

I dati sulle ricerche effettuate online confermano ancora una volta come il Bitcoin sia sulla cresta dell’onda, anche a livello mediatico.
Un interesse, quello verso la divisa virtuale più iconica, che è del resto collegato alle smodate attese per quello che potrebbe accadere dopo il 13 maggio.
Il riferimento è in particolare ad alcune previsioni che se sembravano improbabili all’inizio dell’anno, con il trascorrere del tempo riprendono vigore.

Il mix con il coronavirus

Il ragionamento è del resto fondato su alcuni dati di fatto non di poco conto. Se, infatti, gli halving precedenti, 2012 e 2016, avevano prodotto i loro frutti solo a distanza di settimane, in questo caso la situazione è resa del tutto particolare dall’emergenza coronavirus.
I recenti crolli di petrolio e borse, infatti, stanno spingendo molti investitori ad adottare un atteggiamento più cauto. Un quadro che sembra favorire proprio il Bitcoin, ormai assurto al ruolo di bene rifugio.