Nicholas Maduro

Il Venezuela continua ad essere oggetto di notevoli difficoltà, a causa dell’embargo statunitense.

Di fronte al quale, Nicholas Maduro ha deciso di puntare con grande forza sulle criptovalute, ormai da tempo.

In particolare varando il Petro, la moneta virtuale che nonostante lo scetticismo degli esperti ha avuto buona accoglienza nel Paese.

Anche grazie ad una serie di mosse accorte da parte del governo di Caracas, a partire dalla donazione di wallet per la sua conservazione agli studenti e dalla decisione di versare l’equivalente di 15 dollari sotto forma di Petro nel corso delle ultime festività natalizie a lavoratori e pensionati statali sotto forma di aggiunta a stipendi e pensioni.

Migliaia di esercizi commerciali accetteranno criptovalute

Entro il primo giorno di giugno, oltre 20mila esercizi commerciali del Venezuela inizieranno ad accettare moneta virtuale nei pagamenti.

Si tratta di un evento previsto nel piano teso a digitalizzare sempre di più l’economia del Paese e consentirgli di reggere meglio alla pressione provocata dal blocco deciso da Donald Trump.

Piano che prosegue ormai da tempo e che le autorità locali sembrano intenzione a perseguire con sempre maggior vigore.

L’accordo tra Mega Soft e Criptobuyer

Cryptobuyer, una startup panamense che si occupa di infrastrutture digitali per la criptovaluta, ha annunciato una partnership con la società venezuelana Mega Soft, a sua volta operante nel settore dei pagamenti a favore di migliaia di aziende locali tramite “Merchant Server”.

La piattaforma, in conseguenza dell’accordo raggiunto, accetterà pagamenti in Bitcoin, Ether, Dash, Litecoin, Tether e molte altre criptovalute, adottando la tecnologia su scala nazionale.

I commercianti pagati con criptovalute avranno facoltà di decidere se cambiarle immediatamente oppure conservarle. Del sistema, almeno al momento, non farà però parte il Petro.

BTC sempre più popolare in Venezuela

Va sottolineato come il Bitcoin sia sempre più popolare in Venezuela.

Il motivo del feeling sempre più evidente con la popolazione locale è da ricercarsi nei livelli troppo elevati di inflazione.

Proprio per evitare che il proprio potere d’acquisto risulti troppo danneggiato dall’evanescenza del bolivar, la moneta fiat, lavoratori e pensionati non appena entrano in possesso del loro appannaggio mensile provvedono a cambiarlo in Bitcoin.

La moneta digitale, infatti, se pur oggetto di notevoli sussulti sui mercati, offre comunque un maggior livello di protezione rispetto a quella reale.

Una tenuta che sta spingendo sempre più i cittadini venezuelani verso gli asset digitali, come del resto sta accadendo in Argentina, altro Paese ove l’inflazione divora rapidamente il potere d’acquisto della moneta fiat, in quel caso il peso.