Com’è noto, il Venezuela sta da tempo subendo un embargo da parte degli Stati Uniti, che non è stato allentato neanche dopo l’inizio della pandemia globale di coronavirus.

Nel tentativo di allentarlo, Maduro ha così deciso di adottare il Petro e sfuggire almeno in parte ai disagi provocati dal blocco economico.

Inoltre, il governo venezuelano sta cercando di rientrare in possesso del suo oro, depositato presso la Banca d’Inghilterra e confiscato ormai da tempo.

Soltanto l’intervento delle Nazioni Unite ha convinto il Regno Unito a lasciare che fosse usato per acquistare cibo e medicine, in modo da alleviare le conseguenze dell’embargo che rischiano di essere letali in tempo di coronavirus.

Caracas sta facendo provvista di criptovaluta

Il sequestro dell’oro venezuelano è stato operato su richiesta dell’autoproclamato Presidente della repubblica bolivariana, Juan Guaidò. Il quale è stato a sua volta sconfessato dalle stesse opposizioni e a questo punto sembra rappresentare solo ed esclusivamente sé stesso.

Il tutto senza che però  il governo inglese, e la Banca d’Inghilterra ne abbiano ancora preso atto.

Alla luce di quanto sta accadendo, Maduro ha quindi deciso di puntare ad un piano alternativo, imperniato sulle criptovalute, in particolare di Bitcoin ed Ether.

Le reti crittografiche sono apolitiche

Proprio il piano alternativo messo a punto dal governo venezuelano fa comprendere la reale utilità delle reti crittografiche, le quali non devono rispondere ad alcuna autorità politica.

Un piano il quale, però, potrebbe presto iniziare a fare paura proprio ai governi che cercano di imporre un punto di vista sulla base della propria morale.

L’esempio del Venezuela potrebbe presto essere seguito da altri che si trovano nelle stesse condizioni, a partire dall’Iran, per non parlare di Russia e Cina, anch’essi in perenne contrasto congli Stati Uniti e i suoi alleati.

E a quel punto il potere imperiale del dollaro potrebbe diventare un semplice retaggio del passato.

Il Venezuela si avvia verso un’economia sempre più digitale?

Oltre ad accumulare Bitcoin e Ether, il Venezuela sta portando avanti ormai da tempo una politica di grande attenzione agli asset digitali.

Un piano in cui anche la criptovaluta nazionale, il Petro, sembra avere un ruolo di estremo rilievo, come dimostrano le mosse del governo di Caracas, ad esempio la donazione di un wallet destinato a custodirlo ad ogni studente.

Considerata la crisi del bolivar, proprio le criptovalute potrebbero dare un notevole aiuto agli strati della popolazione danneggiati da livelli di inflazione sempre più elevati e costituire un argine al diffondersi del coronavirus.