La guerra in atto tra Hive e Steem vede la fazione dei ribelli superare per la prima volta la casa madre, in termini di transazioni.

A causare il sorpasso è stata la perdita di un terzo circa delle operazioni di Steem, effetto del passaggio di Splinterlands dalla parte di Hive.

Una ulteriore testimonianza del notevole smottamento causato dall’improvvida mossa di Justin Sun, ovvero l’acquisto di Steemit Inc da parte del fondatore di Tron, visto da molti come un vero e proprio attacco alla decentralizzazione del progetto originario.

A proposito di Splinterlands

Splinterlands è una DApp basata su Steem, un gioco di scambio di carte basato su crittografia e in tale veste si era affermata come la più popolare sulla piattaforma originaria.

A motivare la sua decisione di migrare su Hive è stato l’hard fork  a sorpresa avviato alla fine di maggio con il preciso intento di congelare i token degli ex validatori del blocco Steem.

Una mossa la quale non è piaciuta sin dall’inizio, tanto da spingere i responsabili di Splinterlands a scrivere un comunicato in cui si affermava che un comportamento di questo genere presenta un rischio enorme e inaccettabile per il gioco.

Ritenendo di non poter continuare a operare su una catena in cui le modifiche non sono pubbliche e non viene concesso il tempo necessario per i test e le revisioni alle applicazioni di questo genere.

I risultati della migrazione di Splinterlands

Secondo DappRadar, Splinterlands vanta oltre 4.800 utenti attivi giornalieri e 5.560 settimanali.

Nel corso dell’ultima settimana avrebbe prodotto circa 788.400 transazioni, segno evidente che la migrazione non ha influito sulla base di utenti di Splinterlands.

I quali sembrano anzi aver accolto positivamente l’evento, segnalando un miglioramento delle prestazioni dopo la migrazione.

E’ in atto uno smottamento di Steem?

Il passaggio di Splinterlands su Hive ha avuto come logico corollario il sorpasso di questi su Steem, un evento che sembra bocciare ulteriormente la decisione di Justin Sun che ha in pratica posto fine alla decentralizzazione di Steem.

Lo smottamento in atto potrebbe peraltro non essere l’ultimo atto di una guerra che, al momento, vede il fondatore di Tron intento a leccarsi le ferite.

Nel caso in cui la tendenza dovesse proseguire, la sua acquisizione di Steemit potrebbe alla fine rivelarsi alla stregua di una mossa fallimentare.

Ma, soprattutto, potrebbe trasformarsi nel manifesto di quello che non si dovrebbe fare quando si tratta di criptovalute, ovvero attentare ad uno dei presupposti ideologici del settore, quella decentralizzazione vista come un valore irrinunciabile dalla community.