Se con la firma di un accordo commerciale sembravano terminate le frizioni tra Stati Uniti e Cina, sembra proprio che la realtà sia molto diversa.

A far riesploderle, infatti, potrebbe essere un progetto di legge teso al delisting delle aziende cinesi dai mercati statunitensi.

Il progetto di legge attende di essere discusso alla Camera dei Rappresentanti ed è stato presentato da Brad Sherman, il quale ha spiegato la sua mossa affermando che esse sono state a lungo in grado di giovarsi di una disparità di trattamento gravante sulle aziende statunitensi.

Una sorta di controsenso

Ove il progetto di legge fosse approvato, a giovarsene potrebbe essere proprio il Bitcoin, pronto a sfruttare ogni minaccia di crisi che si staglia di volta in volta all’orizzonte.

Il che, a pensarci bene, rappresenterebbe un vero e proprio controsenso, in quanto Brad Sherman è noto da tempo per essere un irriducibile avversario di Bitcoin e asset digitali in genere.

Proprio lui, in una intervista rilasciata a MarketWatch, ha affermato che il suo obiettivo non sarebbe quello di eliminare le aziende cinesi dai mercati statunitensi, ma costringerle ad aderire al sistema di regole vigente.

Una mossa sospetta

Il fatto è che le aziende cinesi operano ormai da tempo sui mercati statunitensi senza che siano state mosse obiezioni di questo genere in precedenza.

Tanto da spingere gli osservatori a ricollegare la mossa di Sherman alle recenti tensioni innescate dall’accusa degli Stati Uniti al gigante orientale di aver nascosto i reali dati del contagio da coronavirus sul suo territorio.

Accusa che, però, sembra un tentativo da parte di Donald Trump di allontanare dalla sua persona le accuse di aver gestito male la crisi.

Soprattutto alla luce degli attacchi di una parte della stampa, secondo la quale l’inquilino della Casa Bianca sarebbe stato messo al corrente di tutto già dal mese di novembre.

A giovarsene potrebbe essere Bitcoin

Ancora una volta, quindi, i rapporti tra Stati Uniti e Cina sembrano volgere al peggio, proprio in considerazione della necessità di Donald Trump di tirarsi fuori dagli impicci.

In un quadro simile sembra del tutto logico che il tycoon, impegnato ormai nella campagna per le presidenziali, cerchi di spostare l’obiettivo su altri.

Un quadro perfetto per Bitcoin, che di questo genere di crisi è riuscito a giovarsi non poco negli ultimi tempi, venendo individuato come una sorta di bene rifugio.

Proprio per questo, nonostante i cali fatti registrare negli ultimi giorni, in molti è ancora visto come un asset pronto a spiccare il volo.