Bitcoin truffe

La conservazione dei token acquistati rappresenta un notevole problema nell’era degli attacchi hacker ai wallet che li custodiscono.

Attacchi che ogni anno sono in grado di provocare perdite per centinaia di milioni di dollari a privati ed exchange.

Al fine di aiutare i trader di Bitcoin è ora stata pubblicata una guida che può rivelarsi molto preziosa in tal senso, “Dos and Don’ts of Bitcoin Key Management”.

La guida è stata redatta da Jameson Lopp, CTO e co-fondatore di Casa e può rivelarsi realmente utile.

Igiene informatica sugli account

Il punto di partenza, secondo Lopp, è rappresentato dall’igiene informatica sui tanti account che ognuno di noi detiene.

Tra le raccomandazioni iniziali un’autenticazione hardware di secondo fattore (2FA) e l’utilizzazione di dispositivi hardware dedicati al fine di memorizzare chiavi private.

Inoltre occorrerebbe evitare di fidarsi degli indirizzi visualizzati nei browser o nei software desktop.

Altro passo fondamentale è quello consistente nell’evitare il cosiddetto “typosquatting”.

Si tratta di un metodo il quale vede gli hacker indurre le persone a scaricare malware facendo il download di files infetti.

Si possono facilmente ravvisare con un minimo di attenzione per gli evidenti errori di ortografia evitando di dare vita all’operazione richiesta.

Evitare le estensioni del browser

Altra note dolente è rappresentata dalle estensioni del browser, le quali possono essere infettate da malware.

Proprio per questo dovrebbero senz’altro essere evitate, in particolare i portafogli che rappresentano estensioni del browser.

Sempre per quanto riguarda i portafogli, Lopp sconsiglia poi di evitare quelli cartacei, i quali sono difficili da conservare in modo sicuro.

Così come si sconsiglia di collegare un numero di telefono ad account online, considerato che proprio in questo modo si offre il fianco ad attacchi hacking molto facili da eseguire.

Attenzione alle truffe e alle ICO

Tra i tanti consigli di questa guida, che risulta effettivamente esaustiva, non manca un accenno alle truffe che utilizzano nomi noti affermando che hanno guadagnato milioni commerciando in Bitcoin.

Truffe che confidano evidentemente nel richiamo esercitato dalla notorietà dei VIP per convincere gli ingenui a fare una determinata operazione, ad esempio iscriversi a Bitcoin Evolution, e sottrarre loro i soldi impiegati nella stessa.

Tra queste truffe, occorre ricordare anche quelle portate avanti sotto forma di ICO (Initial Coin Offering), anch’esse oggetto della guida.

Per capire meglio quale sia la loro efficacia, basterà ricordare un semplice dato, quello relativo al 2017, quando addirittura l’80% di quelle varate si rivelarono essere una pura e semplice operazione tesa a sottrarre fondi agli ingenui che avevano creduto alla loro bontà.