Nel festival delle previsioni sul futuro di Bitcoin, ormai da tempo la leadership della stravaganza è stata assunta con grande decisione da John McAfee.

Il fondatore della famosa casa di cyber-security, in linea del resto con un modello comportamentale spesso eccessivo, aveva infatti pronosticato che l’icona delle criptovalute avrebbe visto la sua quotazione esplodere letteralmente, sino ad oltrepassare la soglia del milione di dollari.

In molti al tempo avevano reagito facendo spallucce di fronte a quella che era stata bollata come una vera e propria enormità.

Altri, però, lo avevano preso sul serio, forse non conoscendo bene il personaggio.

L’ammissione di John McAfee

Alla fine, però, John McAfee non ce l’ha più fatta e ha ammesso che la sua previsione era una vera e propria assurdità, cui solo gli idioti potevano credere.

Lo ha fatto in un tweet il quale ha in pratica segnato la fine di quello che, in fondo, era poco più di un gioco: “Quale idiota crederebbe mai a questa assurdità?”.

In effetti sarebbe bastato fare un semplice calcolo per capire come il suo pronostico non avesse alcuna base concreta.

Come ha del resto voluto puntualizzare lo stesso uomo d’affari di origini britanniche: “Se Bitcoin arrivasse mai a un milione di dollari, la sua capitalizzazione di mercato diverrebbe più grande del PIL dell’intero continente nordamericano.”

Il problema è che qualcuno aveva preso sul serio le sue parole.

Una semplice strategia pubblicitaria

Una semplice strategia pubblicitaria: questo e non altro era il significato da ricondurre alle sue strampalate affermazioni sul Bitcoin.

Con il quale del resto McAfee era in rotta ormai da tempo, ritenendolo un progetto ormai azzoppato e il prodotto di una tecnologia già antica.

Come si può facilmente notare, l’understatement non è esattamente nelle sue corde, ma anche in questo caso le affermazioni sulla creazione attribuita a Satoshi Nakamoto sembrano motivate da un secondo fine.

Da ravvisare stavolta nel lancio di Ghost, una criptovaluta la quale si propone di esaltare un aspetto fondamentale in ambito cripto, ovvero la privacy.

Secondo McAfee questo progetto e HEX sono destinati nell’immediato futuro a far avvicinare al settore molte più persone di quanto non sia riuscito a fare Bitcoin.

Resta da capire se questo genere di strategia pubblicitaria possa essere salutato positivamente da una comunità, quella dei criptofans, la quale in fondo continua a mostrare un grande affetto per la sua icona di sempre e potrebbe reagire boicottando Ghost, anche alla luce della ormai evidente inaffidabilità di John McAfee.