In questi giorni si sono rincorse le previsioni su quanto potrebbe accadere al prezzo di Bitcoin dopo l’halving del 12 maggio.

Naturalmente non è mancato chi ha ricordato le più incredibili di esse, a partire da quella di John McAfee, secondo il quale la quotazione del token dovrebbe sfondare la soglia del milione di dollari.

C’è però una voce la quale andrebbe sentita con maggior interesse, proprio per l’incidenza che potrebbe avere sul prezzo di Bitcoin nell’immediato futuro.

Il riferimento è alle aziende che fanno mining, le più interessate in assoluto a quanto accadrà dopo il 12 maggio, per ovvi motivi.

Cosa si attendono i miners cinesi?

Com’è noto, il principale polo per l’estrazione dei blocchi ha scelto il territorio cinese per la propria attività.

Il motivo è da ricercare nelle condizioni particolarmente favorevoli dell’elettricità necessaria ai macchinari impiegati, in particolare nel Sichuan.

Ne consegue che proprio in Cina c’è grande attesa per il dimezzamento delle ricompense spettanti ai miners per l’attività di calcolo prestata.

Le grandi mining farm, in particolare, dovranno capire se le condizioni di base in cui portano avanti l’attività siano ancora in grado di favorire il profitto e in quale misura.

Secondo il 57% di loro, nei messi successivi all’evento, un gran numero di persone si unirà all’attuale schiera degli utenti del Bitcoin.

E’ questo il risultato di un sondaggio condotto dalla società di servizi crittografici RockX svolto il 4 maggio proprio tra i minatori cinesi.

Il campione intervistato

Nel corso del sondaggio, sono stati interpellati 42 membri della comunità mineraria asiatica.

Tra gli intervistati Yu Chao, Chief Operating Officer di F2Pool, Wayne Zhao, partner di TokenInsight, Pandaminer e CEO di OXBTC Wilson Guo e Fanma Xiaojun, responsabile vendite di Bitmain APAC.

Quanto da loro affermato suona quindi estremamente interessante, in quanto si tratta di pareri dei diretti interessati all’halving, un evento di cui continuano a parlare molti analisti che, in fondo, non hanno un interesse diretto nella questione.

Il problema dei macchinari

Tra le cose più interessanti che sono uscite dal sondaggio, c’è la previsione che anche i macchinari attualmente impiegati, dopo l’halving, saranno comunque in grado di garantire reddito ai loro possessori.

Il riferimento è in particolare all’Antminer S9 di Bitmain, che secondo alcuni dovrebbe essere sacrificato in favore di dispositivi più efficienti.

Non secondo i miners cinesi, però, che potrebbero continuare ad utilizzarlo grazie all’arrivo della stagione delle piogge, la quale spingerà verso il basso il costo dell’elettricità, in particolare nella regione del Sichuan.