Uno stanziamento di 2,4 milioni di dollari da parte del governo statunitense a Tron Foundation sta provocando non poche polemiche nel Paese.

L’aiuto sarebbe stato stanziato nel quadro del piano varato da Donald Trump  e teso a far fronte all’emergenza Coronavirus, ovvero il Cares (acronimo che sta per Coronavirus Aid Relief and Economic Security) Act e a far discutere è proprio l’assenza di bisogno della fondazione guidata da Justin Sun.

Soprattutto considerato come molte realtà del mondo crypto e blockchain, le quali ne avrebbero avuto molto più bisogno, sarebbero invece rimaste escluse.

Il motivo delle roventi polemiche

L’indiscrezione sugli aiuti ricevuti dalla Tron Foundation è stata riportata da un media cinese e sarebbe circolata nel canale locale di Tron su WeChat.

La polemica è legata soprattutto al fatto che Justin Sun non sembra proprio aver alcun bisogno di aiuti governativi, considerato come si trovi a capo di un vero impero, in cui a Tron si vanno ad aggiungere la piattaforma video dLive, BitTorrent e Steemit, il social media alimentato dalla criptovaluta Steem.

Il pranzo con Warren Buffett

Justin Sun è balzato alle cronache qualche mese fa, quando ha dato vita ad un pranzo di beneficenza, cui è intervenuto anche Warren Buffett, l’oracolo di Omaha, di cui è un grande ammiratore ormai da lungo tempo.

Un appuntamento nel corso del quale l’amministratore delegato di Tron si era ripromesso di convincere l’anziano uomo d’affari sulla bontà delle monete virtuali.

In particolare donandogli un cellulare Samsung in cui erano stati caricati un Bitcoin e un Tron, forse con l’intento di muoverlo a curiosità verso un settore che Buffett ha sempre affermato di non gradire eccessivamente.

Buffett non ha cambiato idea sulle monete virtuali

Per lungo tempo non si è saputo più nulla di quanto era accaduto nel corso di quell’appuntamento conviviale.

Poco tempo fa, però, proprio Buffett ha fatto sapere di aver gradito il pranzo, ma di non aver mutato idea sugli asset digitali.

Ha anzi rincarato la dose, affermando che l’unico contributo economico del Bitcoin è un calo della domanda di valigie perché il suo utilizzo rende più facile spostare denaro illegalmente.

Una bordata di non poco conto, su cui però permane un giallo, in quanto accompagnata da quella relativa al fatto di non aver mai posseduto monete virtuali e di non aver alcuna intenzione di farlo nel futuro.

Tanto da spingere più di un osservatore a chiedersi che fine abbiano fatto i token ricevuti nel corso di quel pranzo da Justin Sun.