Sino a qualche settimana fa, non era raro il caso in cui a fare da riferimento per una adozione massiccia dei Bitcoin fosse il continente latino-americano.

Il Sud America, infatti, ha molti Paesi assillati dal problema rappresentato da livelli di inflazione molto elevati, tali da spingere i percettori di redditi a cambiare subito la moneta fiat in digitale per evitarne la perdita del potere di acquisto.

Una tendenza forte soprattutto in Venezuela e Argentina, Paesi in preda a forti difficoltà di carattere economico, per motivi diversi.

A cui si aggiungono la Colombia e il Brasile, apparentemente meno in difficoltà sotto questo aspetto, ma comunque caratterizzati da problemi monetari non indifferenti.

Aumenta la penetrazione del Bitcoin in Africa

I dati relativi agli scambi di criptovaluta delle ultime settimane, però, mostrano la grande crescita di Bitcoin all’interno del continente africano.

Tale da portare ad un sorpasso rispetto a quello latino americano proprio negli ultimi sette giorni presi in considerazione.

Il sorpasso è stato trainato in particolare dalla Nigeria, Paese che ha visto un volume pari a 9,3 milioni di dollari scambiati in Bitcoin, superando da solo il complesso delle transazioni con la stessa criptovaluta registrati in Venezuela (4,3 milioni) e Colombia (4,1).

I motivi di questo interesse per il Bitcoin

I motivi che stanno spingendo il Bitcoin in queste due aree sembrano però abbastanza diversi.

Come abbiamo visto, in Sud America è l’inflazione troppo elevata a spingere molte persone a convertire la moneta tradizionale, in particolare il peso argentino e colombiano, il bolivar venezuelano e il real brasiliano, in asset digitali.

Si ritiene che pur volatile, il Bitcoin sia comunque in grado di rendere meglio rispetto a valuta fiat che perde decine di punti percentuali ogni mese nei confronti impietoso con il dollaro.

In Africa, invece, l’inflazione viaggia su ritmi tra il 4 e il 7%, alti, ma non certo come quelli che caratterizzano il Sud America.

In questo caso, quindi, a premiare la criptovaluta sarebbe, secondo il fondatore di UsefulTulips, Matt Ahlborg, il trading P2P, in quanto sarebbe in grado di ridurre le commissioni e consentirebbe un rapporto diretto con altri clienti.

Si tratta in definitiva di una modalità commerciale molto gradita proprio perché consente vantaggi rispetto all’impiego di strumenti finanziari tradizionali.

Una tendenza, quella verso l’economia digitale, che sta in effetti prendendo sempre più piede nel continente nero, ove sono sempre di più i governi che puntano su fintech e blockchain con il preciso intento di limitare l’esclusione finanziaria della popolazione.