L’imperversare del coronavirus sta mettendo letteralmente in ginocchio l’economia globale. La risposta delle banche centrali, in particolare della Fed, che sta addirittura inondando l’economia a stelle e strisce, se ha permesso sinora di attenuare i danni prodotti dal Covid-19, non ha però impedito alla pandemia di portare ad una recessione di dimensioni inusuali.
Tanto da spingere gli analisti a fare un paragone con la situazione che anticipò la Grande Depressione, negli anni precedenti alla Seconda Guerra Mondiale.
Uno scenario quasi apocalittico, anche se ora c’è maggiore consapevolezza sugli strumenti da adottare per rimediare alla situazione.
Tra le tante domande che girano in questi giorni, ce n’è anche una che riguarda il mondo delle criptovalute: il coronavirus sta favorendo l’adozione di massa degli asset digitali? I fans di BTC e Altcoin ci sperano non poco.

Il settore finanziario è in evidente difficoltà

A spingere gli analisti a porsi la domanda è proprio la particolare situazione vissuta dal settore finanziario tradizionale.
Tra le risposte messe in campo dai governi, infatti, ce ne sono alcune che potrebbero causare presto un problema di liquidità. A partire dal blocco di mutui e prestiti, a favore di quei lavoratori che sono costretti a restare in casa a causa del prolungarsi del lockdown.
In questo quadro, non sembra azzardato pensare che molti investitori, impauriti, possano pensare di rivolgere la loro attenzione alle monete digitali. Soprattutto a quel Bitcoin che è ormai da mesi sugli scudi, spinto dall’approssimarsi dell’halving.

L’halving, ma non solo

Il 13 maggio dovrebbe avere luogo l’halving di BTC. Un evento molto atteso, come testimoniano le statistiche di Google Trends.
Il dimezzamento delle ricompense spettanti ai miners per la loro attività di calcolo potrebbe avere come conseguenza anche quello del tasso di inflazione del Bitcoin, portandolo da 3,65 a 1,8. Il tutto a fronte di una probabile risalita dell’inflazione nel settore delle divise fiat.
Va poi sottolineato come i timori scatenati dal diffondersi del contagio potrebbero spingere molti utenti, in particolare i più giovani, avvezzi alle nuove tecnologie, ad adottare moneta virtuale per i pagamenti. Una tendenza che si mixerebbe ad un uso sempre più pronunciato delle monete digitali in Paesi colpiti da indici di inflazione troppo elevati, come Argentina e Venezuela.
In questo quadro, non stupirebbe che la tanto agognata adozione di massa delle criptovalute, a partire proprio dal Bitcoin, andasse incontro ad una decisa accelerazione. Non sono pochi gli esperti a prevedere una evoluzione in tal senso.