Satoshi Nakamoto rappresenta un vero e proprio mito nel settore della crittografia.

A lui è infatti ascritto il merito di aver varato il Bitcoin, prima di scomparire per sempre dalla circolazione, alimentando una caccia allo scopo di rinvenirlo che è diventata una sorta di saga.

Ora, nella vicenda si inserisce anche John McAfee, un altro personaggio che invece non si fa eccessivi scrupoli al fin di essere costantemente alla ribalta.

Il fondatore della nota casa di cyber-security, infatti, ha affermato di essere al corrente della vera identità di Satoshi Nakamoto.

Cosa ha detto John McAfee

John McAfee afferma di essere sicuro al 99% di sapere chi sia il vero Satoshi Nakamoto.

Lo ha fatto nel corso di una intervista rilasciata al Virtual Blockchain Week, durante la quale ha anche affermato la sua sicurezza sul fatto che il Covid-19 non sia stato creato in laboratorio.

Per quanto riguarda il Bitcoin, McAfee ha anche affermato che la sua creazione sarebbe il risultato del lavoro svolto da un team formato da 11 componenti.

Tra i quali ne ha nominato soltanto uno, Craig Wright, il quale avrebbe provveduto a scrivere il White Paper.

Alcuni indizi

Tra gli indizi che McAfee ha voluto disseminare, c’è quello relativo alla nazionalità di “Satoshi Nakamoto”. Che sarebbe inglese.

Per dedurlo basta in effetti guardare ai termini utilizzati all’interno del White Paper: quando si tratta di scegliere tra uno americano e uno inglese, la scelta cade sempre sulla seconda lingua.

Altro indizio è quello relativo al doppio spazio lasciato al termine di ogni frase, una tecnica adottata da appena il 5% della popolazione.

Infine un suggerimento: considerato che il linguaggio usato nel documento è identico a quello che il vero Satoshi Nakamoto utilizza nella sua attività professionale, basta fare un confronto utilizzando un programma per la verifica degli autori.

E Craig Wright?

Le rilevazioni di McAfee, però, rappresentano una stilettata di non poco conto nei confronti proprio di Craig Wright.

“Faketoshi”, come è ormai stato indicato l’australiano per la sua pretesa di essere il vero Satoshi Nakamoto, è infatti impegnato in una serie di vertenze in cui, appunto, deve dimostrare di essere realmente l’inventore del Bitcoin.

In particolare nella causa intentata ai suoi danni da Ira Kleiman, fratello di Dave, morto nel 2013.

La vicenda è quella relativa alle chiavi private del wallet in cui il Tulip Group custodisce un milione di Bitcoin.

Una vicenda in cui, appunto, Wright ha ancora una volta sostenuto di essere il vero Satoshi Nakamoto, senza però riuscire a confermare la sua tesi con le prove.