Negli Stati Uniti avanza la discussione sui pericoli rappresentati per il potere imperiale del dollaro dal prossimo varo dello yuan digitale.

Se ancora persiste una certo scetticismo sui rischi collegati alla CBDC cinese, va però sottolineato come alcuni nomi di peso stiano cercando di mettere in guardia la politica a stelle e strisce sulle implicazioni di uno scenario in cui la Cina possa portare il suo attacco facendo leva sulle tecnologie di ultima generazione.

Il parere di Henry Paulson

Tra coloro che si sono fatti sentire nelle ultime ore, c’è anche Henry Paulson, ex segretario al Tesoro degli Stati Uniti, il quale in un articolo pubblicato su Foreign Affairs ha affermato che per ora lo yuan digitale non sembra in grado di sostituire il dollaro.

Ciò non toglie che la situazione potrebbe mutare nel futuro e, per evitare che ciò accada, gli Stati Uniti dovrebbero darsi da fare per preservare i motivi che permettono alla loro moneta di dominare a livello globale.

Ravvisandoli in un’economia vivace e politiche economiche forti, da mixare con un sistema politico trasparente, la leadership sul versante estero e la capacità per l’economia post COVID-19 di reggere alla sfida.

Non reprimere le attività digitali

Secondo l’ex presidente e CEO di Goldman Sachs, però, occorre anche una dose di flessibilità da parte della politica statunitense verso le aziende che propongono soluzioni digitali, le quali, dal canto loro, dovrebbero mettere in opera tutti i possibili accorgimenti tesi a contrastare il riciclaggio di proventi illeciti.

Un invito che sembra iniziare a farsi strada anche dalle parti di Washington, nonostante una certa chiusura da parte di alcuni settori di entrambi gli schieramenti, governo e opposizione, esplicitati negli ultimi mesi soprattutto nei confronti di Libra, la moneta virtuale di Facebook.

Si torna a parlare di dollaro digitale

Intanto, però, vanno registrate le nuove voci relative alla possibilità di istituire un dollaro digitale, capace di raccogliere la sfida proveniente dall’Oriente.

Voci che, peraltro, hanno ripreso quelle che avevano iniziato a circolare un paio di mesi fa, quando era filtrata la notizia che l’ex presidente della Commodity Futures Trading Commission (CFTC), Chris Giancarlo, stava esplorando l’ipotesi di dare vita ad una valuta digitale della banca centrale americana (CBDC) in collaborazione con Accenture.

Il terreno per una simile ipotesi sembra peraltro essere stato sensibilmente spianato dal forte richiamo posto dai democratici nelle ultime settimane sulla necessità di dare vita ad un progetto di questo genere soprattutto in considerazione delle nuove esigenze indotte dal coronavirus.