Nella polemica di una parte del mondo politico contro le criptovalute, accusate di essere uno strumento dell’economia criminale, si vanno ora ad inserire i dati di Chainalysis.

L’azienda specializzata in studi su criptovalute e blockchain ha infatti pubblicato di recente il 2021 Crypto Crime Report, in cui ha spiegato come nel corso del 2020 i mercati della darknet abbiano collezionato un giro d’affari pari a 1,7 miliardi di dollari in denaro digitale.

Un dato il quale va ad indicare in pratica una vera e propria stasi rispetto ai dati di un anno prima.

La novità è rappresentata da Hydra

Come è noto, la darknet rappresenta la parte più oscura e nascosta del web.

Quella dove avvengono in pratica le transazioni illegali le quali regolano i traffici di stupefacenti, armi ed esseri umani.

Se può confortare, il dato dell’ultimo anno indica perlomeno una stasi in questo genere di commercio, con un giro di affari il quale è praticamente rimasto fermo rispetto a dodici mesi prima.

La vera novità ravvisabile nel report di Chainalysis è rappresentato da Hydra, la piattaforma che serve esclusivamente i Paesi di lingua russa.

Ovvero dall’entità la quale da sola va a rappresentare circa il 75% delle entrate di tutti i mercati presenti sulla darknet.

Lo spauracchio rappresentato dal sistema Uber-like

Hydra non solo preoccupa per le dimensioni già assunte, ma anche per quello che potrebbe diventare nell’immediato futuro espandendosi in Europa e negli Stati Uniti.

Soprattutto in forza del suo sistema “Uber-like”, con cui viene assegnata la consegna della droga a corrieri anonimi.

Il metodo in questione prevede che essi provvedano a lasciare i loro pacchi in luoghi pubblici nascosti e fuori mano, comunemente indicati come “drop” e condivisi con gli acquirenti.

In tal modo non viene effettuato alcuno scambio fisico e, a differenza dei tradizionali mercati darknet, i fornitori non sono obbligati a rischiare utilizzando il sistema postale per i loro traffici.

Rendendo di conseguenza più complicata l’opera di contrasto delle forze dell’ordine verso un traffico degli stupefacenti il quale si mostra molto aperto all’innovazione tecnologica.

Il mercato dei dati

Tra le attività i quali continuano a prosperare sulla darknet c’è poi il traffico dei dati.

Ovvero le informazioni sensibili che vengono sottratte abusivamente da truffatori e hacker per poi essere rivendute a chi intenda adoperarli per operazioni illegali.

Di cui si prevede un costante aumento nel corso dei prossimi anni, proprio in considerazione dell’aumento esponenziale dei tentativi di raggiro a danno di utenti ignari.

Così come dovrebbe aumentare l’impiego di criptovalute all’interno di questi mercati, in considerazione dell’afflusso di persone le quali hanno operato sulla darknet per la prima volta, nel corso del 2020.

Una conseguenza dell’adozione accelerata di asset digitali nella vita di tutti i giorni, tale da spingere molti utenti a comportamenti più o meno illegali.