Nelle ultime ore è crollato l’hash rate di Bitcoin, con una flessione valutata nell’ordine del 30%.

Si tratta però di un dato che viene considerato assolutamente normale dagli esperti, derivante dal vero e proprio rimescolamento in atto tra i miners dopo il dimezzamento delle ricompense spettanti per l’estrazione dei blocchi.

Cosa sta accadendo realmente?

In pratica, trascorsi tre giorni dall’evento più atteso dell’anno per la comunità dei criptofans, la rete di Bitcoin sta assumendo il suo equilibrio.

In questo quadro, il crollo dell’hash rate sarebbe dovuto al fatto che i miners meno efficienti, quelli provvisti di macchine considerate obsolete, si pensi ad esempio agli Antminer S9 di Bitmain, si stanno spostando verso attività considerate più proficue.

In pratica si spostano verso il mining di Altcoin, come ha fatto la mining pool Valarhash Baite, oppure addirittura spengono definitivamente le macchine.

Una tendenza che dovrebbe continuare nei prossimi giorni, con un rimescolamento deciso delle carte, favorito anche da nuovi arrivi nel settore, come quello di Lubian, azienda che è riuscita negli ultimi giorni ad accaparrarsi oltre il 5% della quota di mining esistente.

Aumentano le transazioni non verificate

Un minor numero di minatori ha come conseguenza immediata un minor numero di transazioni convalidate e la formazione di una coda notevole di quelle ancora da verificare.

E’ stato calcolato che le ultime 100 che sono state sottoposte a operazione di convalida abbiano impiegato il 45% di tempo in più rispetto ai canonici 10 minuti che in teoria sono necessari in tempi normali.

In particolare alcuni blocchi hanno comportato tempi di convalida superiori ai 20 minuti, una situazione che è comunque sulla via della normalizzazione.

Le difficoltà del mining non impattano sul prezzo del Bitcoin

E’ comunque anche interessante notare come le difficoltà di carattere tecnico che stanno interessando la blockchain di Bitcoin non stiano minimamente impattando, per il momento, sulla quotazione del token.

In queste ore si assiste ad una nuova risalita del prezzo, con l’icona delle criptovalute attestata nei pressi di quota 10mila dollari.

Anche i volumi hanno iniziato nuovamente a crescere dopo una leggera frenata fatta registrare nelle ore immediatamente successive all’halving, il quale aveva generato comprensibilmente una vera e propria pausa di riflessione.

Nella giornata di ieri, infatti, i volumi di scambi sui principali exchange hanno superato la soglia dei 2,5 miliardi di dollari in controvalore.

Sono quindi ben 16 i giorni in cui il Bitcoin ha fatto registrare volumi superiori al miliardo di dollari.