Dogecoin è un progetto abbastanza stravagante, almeno a giudicare dal modo in cui è nato.

La criptovaluta infatti, ha assunto alla sua nascita il meme di un cane come immagine, con un intento chiaramente satirico, teso a sminuire una immagine di Bitcoin che stava ormai andando verso il vero e proprio culto da parte degli appassionati.

Un esordio quanto meno bizzarro, sul filo di una strategia parsa in un primo momento come un vero e proprio sberleffo al settore delle criptovalute.

Era il 2014 e da quel momento Dogecoin ha continuato la sua avventura tra alti e bassi, ma sempre sul filo dell’iconoclastia.

La grande crescita delle ultime ore

Nel corso di sole 24 ore, Dogecoin ha messo a segno una crescita nell’ordine del 18%.

Una crescita la quale sta avvenendo sullo sfondo di una curiosa sfida su Tik Tok, con utenti che invitano a pompare la moneta virtuale e altri i quali la dipingono alla stregua di una vera e propria truffa.

Il risultato di questa sfida è proprio una crescita notevolissima della quotazione del token, che promette di continuare anche nei prossimi giorni.

Con questi ultimi dati, Dogecoin si è attestata al 33° posto nella classifica di capitalizzazione redatta da Coinmarketcap.

Niente male per quello che all’origine doveva essere un semplice scherzo, almeno nelle intenzioni del suo fondatore, Billy Markus e il quale è invece riuscito a creare una notevole comunità di appassionati, particolarmente attiva su Reddit e Twitter.

C’è anche Elon Musk tra i sostenitori

In questa comunità c’è anche un nome di spicco, quello di Elon Musk, il fondatore di Tesla, l’azienda automobilistica che ha appena dato vita ad un fatto epocale, il conseguimento del primo posto tra i produttori globali di autoveicoli in termini di capitalizzazione di borsa.

Proprio lui, nel corso di un altro evento scherzoso svoltosi su Twitter, un sondaggio burla teso a indicare il possibile CEO di Dogecoin, era stato scelto in tale veste dalla comunità di cui, del resto si era dichiarato parte.

Nel corso del 2019, infatti, Musk ha affermato che proprio la criptovaluta contrassegnata dal logo di uno Shiba Inu è la sua preferita.

Una dichiarazione che ha naturalmente spinto più di un osservatore a chiedersi se non si trattasse dell’ennesimo sberleffo.

Insomma, scherzo dopo scherzo, Dogecoin continua a rivelarsi un progetto in grado di resistere anche in condizioni non proprio facili.

Come è accaduto ad esempio in occasione del flashcrash seguito alla decisione del governo cinese di bloccare le ICO sul territorio della Repubblica Popolare, quando molte consorelle hanno invece dovuto alzare bandiera bianca.