In Russia si discute su una serie di provvedimenti che andrebbero in pratica a sancire la fine dell’economia cripto nel Paese.

A provocarla sarebbe un disegno di legge che prevede il bando di Bitcoin e altre criptovalute, tale da prevedere pene detentive sino a sette anni per chi provasse a violare la normativa.

A riferire la notizia è stato RBC.ru, aggiungendo che alla Duma di Stato sarebbero stati proposti una serie di progetti di legge i quali vanno nella direzione ricordata, che attendono ora di essere votati.

Sarebbe la fine dell’economia crittografica in Russia

Come si può facilmente immaginare, ove queste proposte fossero accettate dalla Duma, per l’economia crittografica russa sarebbe praticamente un colpo definitivo, come del resto ammesso da Dmitry Kirillov, avvocato senior presso la Bryan Cave Leighton Paisner, il quale insegna alla scuola digitale di Mosca.

Un parere del resto condiviso da molti altri esperti di economia digitale, a partire dal direttore generale di OrderCom LLC, Dmitry Galushko.

Cosa prevede la legge proposta

Se passasse la proposta di bandire le criptovalute, le monete virtuali non potrebbero più essere vendute, scambiate o minate.

Ne sarebbe consentito solo il possesso, la ricezione e il trasferimento, previo rilascio di una dichiarazione.

Per quanto riguarda le imprese private ​​e le persone giuridiche, inoltre, non potrebbero effettuare operazioni tali da comportare l’impiego di valute digitali, quindi accettarle come pagamento di beni o servizi.

Per gli eventuali trasgressori sarebbero in discussione non solo pene pecuniarie, ma anche detentive di non poco conto.

Sembra difficile che la legge possa essere approvata

Sembra però abbastanza difficile pensare che il parlamento russo possa decidere di mettere al bando un settore innovativo come quello delle criptovalute.

Non solo alla luce della forte accelerazione impressa dalla Cina alla sua moneta virtuale di Stato, ma anche del fatto che proprio le monete virtuali potrebbero essere un modo per l’economia russa di sfuggire alle difficoltà imposte dalle sanzioni degli Stati Uniti e dei suoi alleati.

Più di una volta, anche nel recente passato, proprio questo argomento era stato evidenziato all’interno del Paese e sembrava aver fatto breccia nel governo.

In un momento in cui la pandemia di coronavirus sta mutando molti scenari economici, sarebbe un vero e proprio controsenso mettere al bando l’innovazione finanziaria su cui, secondo molti esperti, si giocherà nei prossimi anni una partita decisiva per la leadership globale.

Una battaglia in cui Cina e Russia potrebbero andare in direzioni totalmente opposte.