IOTA è una criptovaluta la quale si propone un compito estremamente ambizioso: diventare il carburante per la moltitudine di transazioni riguardanti l’Internet of Things (IoT).

Sin dall’inizio questo proposito gli ha attirato notevoli attenzioni e permesso di scalare agevolmente il ranking della classifica di settore, mostrando la validità dell’assunto.

Ora, però, IOTA si accinge ad un ulteriore salto di qualità grazie a “Hornet”, un software del nodo il quale è stato progettato con il preciso intento di rendere la rete più veloce e più facile da utilizzare.

Hornet al posto di IRI

Hornet è destinato a prendere il posto di IRI e alla luce dei risultati che sono stati conseguiti in fase di test si tratterebbe di un salto, in termini di prestazioni di non poco conto.

Scritto nell’ormai popolare linguaggio di programmazione Go, nel corso di uno stress test che ha coinvolto una rete di 150 nodi ha prodotto un aumento di 20 volte del rendimento delle transazioni, collezionandone 650 al secondo.

Una crescita in termini di rendimento che non ha peraltro comportato un aumento per quanto riguarda il consumo di memoria, il quale si è anzi ridotto di ben dieci volte.

Si va verso la decentralizzazione?

Va sottolineato come uno dei principali difetti di IOTA, sino a questo momento, è derivato dal suo elevato livello di centralizzazione, tale da andare contro uno dei capisaldi delle criptovalute.

La rete è infatti gestita dalla Fondazione IOTA e quando nel mese di febbraio è stata attaccata a causa di un bug nel suo wallet Trinity, per dodici giorni è stata in pratica portata offline da chi coordina le operazioni.

Proprio per questo motivo si è deciso di porre riparo adottando Hornet, il quale porterà un maggiore livello di decentralizzazione, in linea con quanto era del resto stato sostenuto da David Sønstebø.

Le dichiarazioni di David Sønstebø

Il cofondatore di IOTA, già alla metà dell’anno passato aveva ricordato come il team di sviluppo stesse lavorando alacremente al fine di rimuovere il Coordinator.

Affermando inoltre come il lavoro intrapreso fosse rivolto a superare il cosiddetto trilemma che affligge da sempre la tecnologia blockchain, formato da sicurezza, decentralizzazione e scalabilità.

Con l’adozione di Hornet sembra proprio che la piattaforma sarà la prima tecnologia DLT (Distributed Ledger Technology) a riuscirci.

Non resta quindi che attendere il risultato finale, mentre è da registrare l’entusiasmo con cui la community ha salutato l’evento, dando vita ad un intenso rally il quale potrebbe prendere ulteriore vigore nei prossimi giorni.