Per chi intende detenere direttamente le criptovalute, la questione del wallet è assolutamente dirimente.

Ormai da tempo, infatti, i possessori di BTC e Altcoin sono oggetto di continui attacchi da parte di hacker, evidentemente intenzionati a sottrarre il prezioso contenuto dei portafogli digitali.

Proprio per questo motivo occorre cercare di capire quali siano i wallet in grado di assicurare una protezione contro una pratica, l’hacking appunto, sempre più diffusa.

L’indagine di Wallet Scrutiny

Esistono wallet sicuri per la custodia dei propri Bitcoin attualmente sul mercato? E in caso di risposta affermativa quali sono?

A porsi la domanda è stato Wallet Scrutiny, un progetto sorto con il preciso intento di migliorare la sicurezza dei portafogli Bitcoin Android.

L’indagine eseguita ha dato risultati abbastanza sconfortanti, se si pensa che degli oltre 60 wallet esaminati, appena 4 hanno superato il test.

I 4 portafogli elettronici in questione, sono i seguenti:

  1. Bitcoin Wallet;
  2. Green Bitcoin Wallet;
  3. AirGap Vault;
  4. AB Core.

Quattro anche i wallet non verificabili, ovvero di cui non è stato possibile reperire il codice, nonostante si proclamino piattaforme open source.

Si tratta in particolare di:

  1. Blockchain Wallet;
  2. Electrum;
  3. Samourai Wallet;
  4. Zap

Un panorama abbastanza sconfortante

L’indagine di Wallet Scrutiny lascia molte perplessità, proprio per il fatto che un panorama di questo genere lascia ampi margini ai malintenzionati per portare a fondo i propri attacchi.

A fronte di un gran numero di wallet evidentemente non in grado di assicurare sicurezza, va infatti messa in rilievo una aggressività sempre maggiore da parte degli hackers.

I pirati informatici, infatti, continuano ad aggiornarsi in maniera instancabile, per trovare sempre nuovi modi per colpire.

Sfruttando in particolare tutte le tendenze che possono spingere gli utenti del web a scaricare malware e dare vita a pratiche che andrebbero assolutamente evitate.

La fantasia degli hacker

Per capire meglio quest’ultimo aspetto, basterebbe ricordare come negli ultimi mesi la pirateria informatica abbia sfruttato fatti di cronaca molto rilevanti, per veicolare i propri attacchi.

Ad esempio sono stati ideati wallpapers nelle ore successive alla tragica morte di Kobe Bryant, contenenti trojans tesi a sottrarre le chiavi private dei wallet.

Oppure sono stati utilizzati i files musicali nel corso dei giorni in cui la scena musicale globale ha dato vita ai Grammy Awards.

In questa seconda occasione sono stati caricati online files di artisti notissimi, che andavano appunto ad infettare i dispositivi su cui venivano caricati.

Proprio per questo motivo, le case di ciber-security ormai da tempo consigliano gli utenti di non scaricare files, senza prima averne appurato la reale provenienza.