Bitcoin

Nelle ultime ore la corsa di Bitcoin sembra veramente senza freni. Se 24 ore fa gli analisti ragionavano ancora su cosa avrebbe comportato l’attacco alla soglia degli 8mila dollari, considerata una resistenza importante, ora sembra che il prossimo obiettivo sia rappresentato da quella dei 10mila.
BTC, infatti, è passato da 7700 a 9400 dollari e la sua andatura non accenna a rallentare. Spingendo naturalmente gli osservatori a chiedersi quali siano i fattori che stanno spingendo la regina delle criptovalute.

Il ruolo degli exchange spot

Gli exchange spot sono quelli che praticano il trading di monete digitali senza però offrire alcun tipo di leva finanziaria. La diretta conseguenza di questo modus operandi è la loro effettiva rappresentatività dei mercati, in quanto i loro volumi non sono drogati da capitali presi in prestito.
In questa categoria si iscrivono ad esempio Binance e Coinbase. Proprio la seconda nelle ultime ore è andata offline a causa del vero e proprio assalto di investitori, ansiosi di saltare sul treno in corsa rappresentato da Bitcoin.
Una crescita quindi reale, non artificiale, che dimostra il sentimento dei mercati di fronte ad un BTC che già si giova di suo della corrente di attesa generata dall’ormai prossimo halving.

L’aumento di domanda da parte degli investitori istituzionali

Altro dato che sembra stia spingendo non poco il prezzo di Bitcoin è il deciso aumento della domanda da parte degli investitori istituzionali.
A rilevarlo è un report pubblicato da Greyscale, secondo il quale l’88% degli investimenti proviene proprio da istituzioni. Un dato che va a confermare anche la crescita di reputazione della moneta virtuale attribuita a Satoshi Nakamoto.

Il 13 maggio si avvicina

I due fattori che abbiamo ricordato, crescita di richiesta sugli exchange spot e da parte degli investitori istituzionali, si verificano peraltro in un momento del tutto particolare, quello che vede approssimarsi l’halving di BTC.
Il dimezzamento delle ricompense spettanti ai minatori è previsto per il prossimo 13 maggio. Il conseguimento del blocco numero 630mila, secondo gli analisti, non doveva dare vita a conseguenze immediate. Una previsione fondata su quanto accaduto nei due precedenti halving, quelli del 2012 e del 2016.
Stavolta, però, l’evento si va ad inserire in un momento del tutto particolare dell’economia mondiale. Il diffondersi della pandemia provocata dal coronavirus, infatti, sta riversandosi alla stregua di un vero e proprio tornado sull’economia globale. Basti vedere i dati sugli Stati Uniti per capire cosa stia accadendo.
La paura generata dal Covid-19 sembra quindi fatta apposta per preparare il terreno ad una ulteriore crescita di BTC. Che potrebbe risultare effettivamente senza freni.