Bitcoin

Nelle ultime ore il crollo del prezzo del petrolio, già evidente nei giorni passati, ha raggiunto dimensioni epocali. Per la prima volta nella storia, infatti, l’oro nero si trova in territorio negativo.
Nel corso della giornata di ieri, infatti, un barile di greggio veniva offerto a -37 dollari. In pratica chi lo produce preferisce pagare pur di non vedere riempirsi i piazzali di stoccaggio.

Cosa potrebbe accadere ora?

Naturalmente sono in molti ad interrogarsi su quanto sta accadendo. Se le cause della piega dei mercati sono da ricercare naturalmente nella crisi dei trasporti indotta dal coronavirus, con molti Paesi in lockdown, e anche alla guerra commerciale in atto tra Russia e Arabia Saudita, c’è un settore che guarda invece alla possibile evoluzione dei fatti.
Il riferimento è ai criptofans. Una comunità che spera ardentemente che le monete digitali traggano il massimo profitto dalla crisi. Un discorso che vale soprattutto per il Bitcoin.

Bitcoin verso un nuovo boom?

Secondo alcuni analisti, proprio BTC potrebbe avvantaggiarsi di quanto sta accadendo. La regina delle criptovalute, infatti, già nei mesi che avevano preceduto la crisi aveva dato segnali di crescita. Attribuiti da alcuni all’avvicinarsi dell’halving.
Con il diffondersi del Covid-19, però, sembra che molte cose possano cambiare nel mondo della finanza. In particolare proprio le criptovalute potrebbero diventare un mezzo sempre più diffuso di pagamento. A favorirle sarebbe in particolare la dematerializzazione che le caratterizza e la quale sembra un efficace antidoto al coronavirus.

Si va verso un criptodollaro?

La situazione che si sta profilando all’orizzonte, sembra la più favorevole possibile per il Bitcoin (e naturalmente per l’intero settore delle monete virtuali).
Per capire cosa potrebbe succedere occorre a questo punto ricordare come nei giorni passati dall’interno del Partito Democratico degli Stati Uniti sia partita la richiesta relativa al varo di un dollaro digitale.
Una richiesta che tiene conto non solo della crisi innescata dalla pandemia, ma anche dal fatto che la Cina sta procedendo a passi spediti verso la sua CBDC. L’avvento dello yuan digitale, che molti danno ormai imminente, potrebbe regalare alla Cina una posizione egemonica nel settore del fintech. Una posizione che il gigante orientale potrebbe sfruttare per attaccare il potere imperiale del dollaro.
Ove anche gli Stati Uniti optassero per una moneta digitale, ne deriverebbe una definitiva legittimazione per l’intero settore. Dalla quale a trarne i vantaggi maggiori potrebbe essere proprio la creazione attribuita a Satoshi Nakamoto.