Il prossimo primo giorno di luglio si terrà il referendum sulle modifiche alla Costituzione le quali permetterebbero a Vladimir Putin di restare al potere sino al 2036.

Duramente contestato dall’opposizione, il referendum si doveva tenere il passato 22 aprile, ma l’imperversare del coronavirus ha reso necessario spostare la data ad un momento che si spera sia meno problematico dal punto di vista sanitario.

Il referendum potrebbe però essere caratterizzato da una novità di non poco conto, ovvero l’introduzione della blockchain nel processo di votazione. Andiamo a vedere di cosa si tratti.

Si voterà tramite blockchain a Mosca e Nižnij Novgorod

Il governo russo ha annunciato che i residenti di Mosca e Nižnij Novgorod potranno votare tramite blockchain al prossimo referendum costituzionale.

Un procedimento il quale, secondo le autorità locali, dovrebbe garantire un processo trasparente e democratico di votazione, in un evento così atteso.

Nell’annuncio dato dal governo si è infatti ricordato come sia praticamente impossibile alterare i dati immessi nel sistema, in quanto per poterlo fare è necessario ottenere la maggioranza dei nodi previsti lungo la rete.

Secondo l’annuncio, ogni voto verrà criptato in modo da renderlo del tutto anonimo.

Inoltre saranno messe in campo due chiavi crittografiche: la prima sarà affidata ad ogni elettore, la seconda verrà suddivisa in più parti e memorizzata da diversi partecipanti al sistema.

Le date del referendum a Mosca e Nižnij Novgorod

Il voto tramite blockchain si terrà nelle giornate tra il 25 e il 30 giugno su un sito Web creato appositamente.

Gli utenti potranno accedervi utilizzando uno dei loro account dei servizi pubblici ed esprimere il proprio giudizio sulla contestata riforma costituzionale voluta da Putin.

Il voto che interesserà Mosca e la regione di Nižnij costituirà un vero e proprio esperimento, il primo di questo genere a livello planetario e proprio per questo sarà seguito con molta curiosità.

Il motivo delle contestazioni

A motivare gli oppositori contro le modifiche è naturalmente il fatto di rimettere ulteriormente in gioco Vladimir Putin, il quale è già al secondo mandato presidenziale e non potrebbe più presentarsi.

Inoltre è stata aspramente criticata la decisione di far votare l’intero pacchetto senza dividerlo, mettendo insieme norme che potrebbero essere condivise dall’opposizione stessa, con altre ritenute indigeribili.

Il motivo di questa decisione sarebbe da ricercare proprio nel fatto che le seconde potrebbero trarre vantaggio dal fatto di essere confuse in un vero e proprio calderone.

Una motivazione la quale, in effetti, sembra abbastanza ragionevole, portando ad una ulteriore polarizzazione su un tema che dovrebbe invece essere largamente condiviso, come la carta costituzionale.