JPMorgan Chase e Goldman Sachs stanno sconsigliando ai propri clienti di investire in Bitcoin.

A rivelarlo è stato Adam Pokornicky, CEO di Digital Asset Investment Management (DAIM), azienda di consulenza finanziaria specializzata in asset digitali, il quale ha rivelato di aver perso un potenziale cliente dopo l’intervento di questi due istituti.

Le parole di Pokornicky confermano in pratica il rapporto molto conflittuale tra le grandi banche d’affari e le criptovalute, del resto già ampiamente noto ed emerso con forza negli anni passati.

Le grandi banche d’affari non possono acquistare Bitcoin

Sempre Pokornicky ha poi rivelato come i consulenti finanziari delle grandi aziende bancarie non possono assolutamente consigliare le monete virtuali.

Una affermazione che potrebbe sembrare esagerata, ma che sembra al contrario fondata, se si pensa a quanto affermato qualche anno fa da Jamie Dimon, il numero uno di JP Morgan Chase.

Interpellato sul Bitcoin, proprio lui affermò non solo di ritenerlo una truffa, ma di essere intenzionato a licenziare qualsiasi consulente che avesse osato consigliarne l’acquisto alla clientela.

Jamie Dimon ha cambiato idea?

Va anche detto che proprio JP Morgan Chase è stata poi al centro di notevoli polemiche quando ha non solo acquistato Bitcoin, ma ha anche messo in campo il suo token, JPM Coin.

Tanto da spingere qualche fans delle criptovalute a chiedere in maniera polemica se non fosse possibile ravvisare qualche reato da parte di Dimon, in particolare quello di aggiotaggio e turbativa del mercato.

Goldman Sachs ha investito nella blockchain

Anche Goldman Sachs, a sua volta, non sembra del tutto refrattaria all’idea di investire nell’innovazione finanziaria.

La banca, infatti, ha già partecipato a collaborazioni nel settore della blockchain in particolare in un progetto importante come l’applicazione per pagamenti Circle.

Proprio per questo destano un certo clamore le parole di Pokornicky, il quale, comunque, non è sembrato eccessivamente scosso da quanto accaduto, tanto da spingersi a pronosticare che il cliente temporaneamente svanito prima o poi tornerà e acquisterà Bitcoin ad un prezzo più alto.

Cosa potrebbe accadere in futuro

Resta comunque il fatto che nel corso degli ultimi anni l’interesse del settore bancario nei confronti degli asset digitali è andato lievitando sempre di più.

Tanto da rendere complicato pensare che in un momento in cui la Fed sta letteralmente inondando i mercati di liquidità, rischiando quindi di riscaldare i prezzi e rilanciare l’inflazione, le banche possano rinunciare a prendere in considerazione un Bitcoin che sembra ormai essere entrato nelle corde di un gran numero di investitori.