Dopo aver ritirato la sua candidatura alla Casa Bianca, il noto cripto-fan Andrew Yang non ha però abbandonato le velleità politiche.

E’ infatti in procinto di partecipare alla corsa per il municipio di New York, come è possibile appurare dal New York City Campaign Finance Board.

L’elenco, aggiornato proprio ieri, comprende un totale di 379 partecipanti. Tra cui appunto l’uomo d’affari che si era catapultato nell’arena delle primarie democratiche terminate poi con la nomination di Joe Biden, il quale si appresta ora a rilevare Donald Trump a Washington.

The Yang Gang si appresta a tornare in pista?

Le elezioni del sindaco di New York City del 2021 inizieranno con le primarie il 22 giugno 2021, mentre le elezioni generali sono previste per il 2 novembre 2021.

Alle prime si potrebbe quindi riformare quel gruppo che in occasione delle primarie presidenziali è stato ribattezzato “The Yang Gang”.

Di cui fanno parte anche altre personalità le quali non nascondono la propria fede in un futuro contrassegnato dalla valuta virtuale.

Un futuro per il quale Yang continua a spendersi con grande generosità e in vista del quale proprio un ruolo come sindaco di New York potrebbe rivelarsi molto più adeguato, almeno a detta di Mati Greenspan, analista crittografico e fondatore di Quantum Economics.

New York e le criptovalute

Proprio Greenspan ha ricordato come molti dei casi chiave che si stanno verificando in questo momento nel settore della crittografia hanno luogo a New York.

Di conseguenza, l’adozione di regolamenti locali compatibili con le criptovalute potrebbe rivelarsi effettivamente decisivo al fine di andare a creare un precedente positivo per l’intera industria legata agli asset digitali.

In particolare, lo Stato di New York è stato l’artefice della controversa “BitLicense”, cui è imputata la vera e propria desertificazione della criptosfera locale a seguito della sua introduzione nel 2015.

Dopo il suo varo, infatti, molti exchange di criptovalute, a partire da Kraken, hanno deciso di lasciare lo stato, additando le norme e le spese di archiviazione draconiane come causa della loro decisione.

Una decisione la quale potrebbe però essere rivista nel caso in cui la scena politica mostrasse segnali di un mutamento tale da assomigliare ad un ravvedimento.

La posizione di Andrew Yang sulle criptovalute

In passato, Andrew Yang ha ripetutamente elogiato l’elevato potenziale delle risorse digitali, spingendosi ad affermare che una regolamentazione del settore non potrebbe assolutamente prescindere dalla presenza di Bitcoin.

Ligio a questa impostazione, ha poi aperto la sua campagna alle donazioni in denaro digitale, affermando nel corso dei suoi discorsi l’intenzione di dare vita ad una regolamentazione del settore in grado non solo di definire cosa sia un token, ma anche le competenze delle agenzie federali in merito al settore in questione.