Il rating per l’Italia da parte di S&P Global Ratings rimane BBB ma con outlook negativo.

L’agenzia di rating non ci boccia (anche perché siamo già molto bassi come rating, onestamente) e conferma che il debito pubblico sta salendo, mentre quello privato è in calo.

S&P potrebbe bocciare l’italia nel giro di 24 mesi

S&P avverte il nostro paese che potrebbe anche decidere di tagliare il rating nei prossimi 24 mesi qualora il deficit dovesse aumentare e se il debito dovesse salire ancora sopra fino ad arrivare al di sopra delle stime che sono sate fatte dall’agenzia stessa.

Al contrario, se l’Italia dovesse mostrare una crescita economica migliore del previsto, un incremento dell’occupazione e un miglioramento delle finanze pubbliche, allora l’outlook potrebbe migliorare da negativo a stabile.

Outlook negativo: quanto influisce il governo?

S&P afferma che è stato il piano economico del governo che ha portato l’Italia in recessione tecnica nel corso della seconda metà del 2018.

A pesare molto è l’incertezza sui conti pubblici, che ha portato ad un aumento dei costi di indebitamento durante gli ultimi mesi.

Ancora l’agenzia di rating conferma che, sebbene il principale obiettivo del governo fosse quello di dare maggiore slancio ai conti e al paese, alcune misure sono – al momento – controproducenti e, di conseguenza, hanno influito negativamente sulle condizioni finanziarie del paese e sui costi di finanziamento per le banche.

Previsioni crescita Italia 2019 – 2022

Secondo S&P, l’economia italiana sarà in stallo nel 2019, con il debito pubblico che salirà fino al 132,7% entro il 2022.

Ecco inoltre le previsioni di crescita di S&P per l’Italia:

  • 2019, +0,1%
  • 2020, +0,6% (in media, l’Eurozona crescerà del +1,4%).

Cresciamo meno dell’Europa, e questo ci penalizza. A conclusione, diciamo che la stessa agenzia di rating ha confermato come i cambiamenti politici del nostro paese sono una delle cause principali del deterioramento delle condizioni economiche italiane.