Kim Dotcom è entrato ufficialmente nella comunità che sostiene Bitcoin Cash. Un endorsement di non poco conto, alla luce della notorietà di un personaggio che ormai dall’inizio del millennio fa molto parlare di sé.

A darne l’annuncio è stato proprio il fondatore dell’ormai defunto servizio di file hosting MegaUpload, in un messaggio pubblicato su Twitter.

Destinato a far discutere non poco per le implicazioni, come del resto consuetudine per tutte le esternazioni di Kim Dotcom.

Chi è Kim Dotcom

Kim Dotcom è un imprenditore tedesco-finlandese il quale ha iniziato a segnalarsi nel pieno della bolla delle dotcom, nel corso della quale ha messo a segno una serie di affari che ne hanno incrementato la fortuna.

Condannato per frode dalla giustizia statunitense nel 2012, si è quindi trasferito in Nuova Zelanda, ove ha assunto le sembianze di un vero e proprio attivista politico.

Veste in cui si è segnalato anche per il serrato appoggio al mondo della crittografia e dell’innovazione finanziaria.

Le intenzioni di Kim Dotcom

Lavorare per rendere sempre più forte il settore degli asset virtuali: questa è l’intenzione resa nota da Kim Dotcom.

In particolare a favore di Bitcoin Cash, a proposito del quale ha affermato di volerlo rendere la soluzione di denaro elettronico leader a livello globale.

Il perché della sua scelta è stata spiegata ancora su Twitter: BCH rappresenterebbe il miglior progetto crittografico attualmente esistente dall’alto di commissioni basse, transazioni veloci, facili da usare e sicure.

Caratteristiche tali da spingerlo a preferire questo token anche al ben più popolare Bitcoin.

Un personaggio estremamente controverso

Kim Schmitz, questo il vero nome di Kim Dotcom, è un personaggio estremamente controverso.

Prima di abbracciare la carriera di imprenditore era infatti noto per le sue imprese in veste di pirata informatico. Per le quali aveva ricevuto una condanna a due anni di prigione per frode informatica e ricettazione, nel 1998.

L’imputazione a suo carico era di aver rivenduto numeri di carte di credito le quali erano state acquisite da hacker statunitensi.

A questa condanna se n’è poi aggiunta una seconda nel 2001, derivante da una manipolazione del mercato attuata mediante l’acquisizione di LetsbuyIt.com, compagnia la quale era ormai sull’orlo del fallimento.

Il suo annuncio di voler finanziare con 50 milioni di dollari l’azienda ne ha fatto crescere la quotazione del 300% in un breve arco temporale.

Permettendo a Kim Dotcom di collezionare un guadagno di circa 1,5 milioni di dollari, a fronte dei 375mila impiegati nell’acquisizione della compagnia.

Arrestato in Thailandia è stato poi estradato in patria, ove è stato condannato per aggiotaggio.

Nel 2003 si è anche dichiarato colpevole di insider trading, nell’ambito della stessa vicenda, ricevendo una multa di 100mila dollari.

Infine, va ricordata la condanna per appropriazione indebita riportata nello stesso periodo. Un curriculum non proprio eccelso, quindi.