Visco guarda la pagliuzza nell’occhio di sindacati e imprese, ma…

di | 28 marzo 2014 | attualità | 0 commenti

ignazio_viscoOrmai ci abbiamo fatto l’abitudine. Non passa giorno che un esponente di primo piano del mondo politico, economico o, più in generale, delle istituzioni, non prenda la parola per diffondere, coram populo, la propria ricetta per uscire dalla crisi. E, ovviamente, per attribuire le relative responsabilità.

Il governatore della Banca d’Italia, Vincenzo Visco, non si è sottratto a questo “gioco” mettendo sotto accusa la politica, i sindacati e le imprese: “Rigidità legislative, burocratiche corporative, imprenditoriali, sindacali – ha detto parlando alla Luiss –  sono sempre la remora principale allo sviluppo del nostro Paese”.

Secondo il banchiere “siamo scivolati indietro, abbiamo accumulato ritardi nel cogliere le opportunità offerte dai grandi cambiamenti: la globalizzazione degli scambi e la rivoluzione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione”.

Un’analisi che non fa sconti, dunque. C’è, però, un aspetto che non ci convince: né Visco, né le tante personalità che lo hanno preceduto in tale esercizio di stile hanno mai fatto un po’ di autocritica. Non i politici che avrebbero dovuto adottare misure e strategie idonee per evitare tutto ciò, né le imprese, con Confindustria in testa, che, fin quando hanno potuto hanno attinto tutto il possibile dalle “mammelle” dello Stato. I sindacati si sono guardati bene dall’ammettere le proprie responsabilità. E la Banca d’Italia non può certo tirarsi fuori dalla mischia…

Ma se tutti sono colpevoli allora non c’è un colpevole. Anzi, l’unico colpevole è il popolo italiano che ha tollerato questo scempio senza colpo ferire…

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