Verso l’introduzione dei reati di “inquinamento” e “disastro ambientale”

di | 28 dicembre 2013 | ambiente | 0 commenti

Franco MatroneFinalmente una buona notizia che va nella direzione auspicata dalla cittadinanza attiva dei territori inquinati in tema di repressione dei reati ambientali”. Ad affermarlo, non senza una punta di soddisfazione, è Franco Matrone della Rete nazionale Zero Waste/Rifiuti Zero e membro dell’Assemblea nazionale del PD come capolista alle primarie nel collegio della “Terra dei fuochi” che ha tributato un consenso a dir poco “bulgaro” alla lista del segretario Matteo Renzi. La buona notizia è in riferimento all’approvazione, nei giorni scorsi, dalla commissione Giustizia della Camera con voto unanime, di un testo unificato che prevede l’introduzione di due nuovi illeciti nel codice penale: inquinamento ambientale (che sarà punito con reclusione da uno a cinque anni e con multa fino a 100mila euro) e disastro ambientale (punito con reclusione da 4 a 20 anni). Testo base che prevede anche l’introduzione del ravvedimento operoso, con sconti di pena per chi s’impegnerà a bonificare i luoghi inquinati, e la confisca obbligatoria dei profitti legati al reato ambientale con i termini di prescrizione raddoppiati.

Un plauso in particolare – prosegue Matrone – va alla sollecitazione che il Ministro dell’Ambiente ha fatto ai deputati Pd dopo l’impegno preso con i Comitati campani, alla Presidente della commissione Giustizia, che ha guidato l’iter di approvazione in uno con i relatori del testo e il voto unanime dei commissari”. Ora entro il 10 gennaio sarà possibile presentare gli emendamenti al testo base, che poi passerà alle votazioni dell’aula. “L’introduzione dei due nuovi reati – afferma Matrone – di inquinamento ambientale e disastro ambientale, sono una risposta diretta all’emergenza non solo in Campania ma in tutta la penisola come quotidianamente si evince da inchieste e sequestri da parte della magistratura e delle forze dell’ordine e dalle preoccupazioni in tema di ecomafie espresse a più riprese dal PNA dr. Roberti e dal Procuratore di Torino dr. Caselli. Questo voto della Commissione parlamentare pone la legislazione italiana nel solco di quella europea in previsione, si spera a breve, di incardinare il reato di Ecocidio che costituirà il prossimo impegno legislativo per dotare il codice penale dello strumento principe di repressione degli odiosi disastri ambientali perpetrati per troppo tempo nella totale impunità. Ora non bisogna abbassare la guardia. L’iter legislativo è appena all’inizio e imboscate e insabbiamenti sono sempre possibili.Questa Legge deve essere approvata rapidamente dalle aule e se possibile emendata al rialzo. Da subito ci attiveremo, insieme a quanti sono stati convocati nelle audizioni previste c/o le rispettive Commissioni di Camera e Senato in uno col D.L. 136/2013, a proporre ulteriori contributi scaturiti dal confronto sui territori di questi ultimi mesi a partire dalla immensa manifestazione del 16 novembre “fiume in piena” a piazza del Plebiscito a Napoli”. “Non solo “Terra dei fuochi”, quindi, ma uno sguardo oltre il particolare – conclude Matrone – per dotare l’intero paese, a partire dalla tragedia campana, di norme e strumenti a tutela del bene primario della vita, della salute, dell’ambiente e per riqualificare l’indotto economico di tali territori”.

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