Un corso d’eccellenza per formare giudici e poliziotti contro il traffico transfrontaliero di droga

di | 30 settembre 2013 | attualità | Commenti disabilitati su Un corso d’eccellenza per formare giudici e poliziotti contro il traffico transfrontaliero di droga

Rocco-ChinniciAl via il progetto Ifo (Illegal flow observation) promosso dalla Fondazione Rocco Chinnici (nella foto) assieme alle università di Palermo e Salamanca, il più antico ateneo di Spagna. Lo slogan del progetto è “No drugs, stop alle droghe”. La finalità è quella di migliorare le attività di contrasto alla criminalità transfrontaliera legata al traffico di stupefacenti”.

Ifo consiste in nove moduli di formazione specialistica riservati a magistrati, esponenti delle forze dell’ordine, investigatori e rappresentanti di Ong e associazioni europee istituzionalmente impegnati nella lotta al narcotraffico. Le attività corsuali inizieranno a novembre e proseguiranno tra Italia e Spagna per un totale di 40 ore.

Ifo si avvarrà, inoltre, di una piattaforma e-learning per l’addestramento a distanza degli operatori professionali della giustizia dei 27 paesi Ue. Saranno esaminati gli aspetti tecnici e giuridici del traffico internazionale di stupefacenti, quelli relativi alla sicurezza urbana, alle tecniche innovative d’investigazione, all’ingegneria finanziaria legata al riciclaggio di capitali sporchi.

L’impegno nella formazione, di cui, a ragione, i vertici della fondazione che prende il nome dal coraggioso magistrato ucciso dalla mafia sono orgogliosi, è fondamentale.

Secondo il Consiglio italiano delle scienze, il solo mercato nazionale della droga fattura ben 24 miliardi di euro, tanto quanto una legge finanziaria. Inoltre, stando al Dpa (Dipartimento governativo per le politiche antidroga), quasi uno studente tra 15 e 19 anni, su 50, ha sperimentato ”almeno una volta” anfetamine, ecstasy e droghe sintetiche.

Insomma, ”il fenomeno è allarmante”, denuncia la fondazione Chinnici. Tanto che il ministero dell’Interno ha riconosciuto qualche tempo fa che servono ”nuove metodologie e strumenti di controllo” anche perché ”gran parte degli ordinativi viaggia sulla rete internet e riguarda droghe sintetiche”. Per la Sicilia, sede dei corsi sarà l’università di Palermo.

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