Ue, Juncker lamenta l’ignoranza di molti leader nazionali rispetto ai trattati

di | 22 settembre 2017 | Unione europea | 0 commenti

Il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker, a otto giorni dal discorso sullo Stato dell’Unione, replica alle reazioni arrivate dalle capitali ad alcune delle sue proposte, come quella di decidere a maggioranza qualificata in materia di politica estera, rinfacciando ad alcuni capi di Stato e di governo la loro “ignoranza” in materia dei trattati Ue. “Le nuove ambizioni nella politica di difesa – ha detto Juncker, durante la plenaria del Comitato Economico e Sociale Europeo a Bruxelles – non hanno alcun senso se noi siamo bloccati dall’unanimità a livello di Consiglio dei ministri sulla politica estera”.

“Sono molto sorpreso, devo dire – ha continuato – di vedere che in molti Paesi, e anche a livello di capi di Stato e di governo, ci si sia stupiti: ricordare le disposizioni del trattato e destare sorpresa ricordandole, dimostra la condizione di ignoranza di molti di coloro che pretendono di poter dirigere in ogni circostanza l’Europa”.

“Lo stesso vale per l’euro – ha proseguito Juncker – non ho proposto, mercoledì scorso davanti al Parlamento, di fare degli Stati membri non euro degli Stati membri dell’Eurozona”.

“Ho semplicemente ricordato – ha detto ancora Juncker – quello che prevede il Trattato, cioè che tutti gli Stati, salvo la Danimarca e la Gran Bretagna, che lascerà l’Unione, che rispondono ai criteri hanno non solo il diritto, ma anche il dovere di divenire membri dell’Eurozona”.

“La mia intenzione – ha continuato – non è di forzare la marcia dei Paesi non euro verso il paradiso monetario, che non esiste, ma di dire che, se volete, vi aiuteremo a concretizzare la volontà di entrare, ragione per la quale ho proposto degli strumenti di preadesione”.

“Lo stesso – ha concluso il presidente della Commissione – vale per Schengen: perché rifiutare ai nostri amici bulgari e romeni l’ingresso nell’area Schengen, dal momento che dal 2013 rispettano tutti i criteri? Si tratta delle disposizioni del trattato, senza forzare la mano a nessuno”.

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