Ue, Italia cresce ma troppo poco e permangono squilibri

La Commissione europea ha presentato la valutazione della situazione economica e sociale, delle riforme strutturali e degli squilibri degli Stati membri nell’atteso ‘pacchetto d’inverno del semestre europeo’, illustrato in una conferenza stampa dal vice-presidente della Commissione, Valdis Dombrovskis, e dai commissari Marianne Thyssen e Pierre Moscovici.

‘pacchetto d’inverno del semestre europeo’ è una valutazione della situazione economica e sociale degli stati membri dell’unione che analizza anche le riforme strutturali e gli squilibri degli stati membri, il documento viene elaborato dalla Commissione ed è stato illustrato dal vice-presidente della Commissione, Valdis Dombrovskis, e dai commissari Marianne Thyssen e Pierre Moscovici durante una conferenza stampa nella quale è stato spiegato, che per quanto riguarda l’Italia “abbiamo visto che la crescita è rafforzata nel 2017 e ci si aspetta che resti costante anche quest’anno, ma è ancora molto sotto la media europea, il debito è il secondo più elevato dell’Ue e la produttività è bassa”: lo ha detto il vicepresidente della commissione Ue, Valdis Dombrovskis. “Ci sono ancora problemi nel settore bancario, ma si stanno affrontando”, ma in generale restano ancora “sfide” da superare, ha aggiunto.

“Dobbiamo essere molto fiduciosi nella capacità di Mattarella di discutere con i partiti” e poi di facilitare la “formazione di un Governo stabile che sono certo permetterà all’Italia di confermare il suo impegno europeo e la sua posizione nel cuore d’Europa”: lo ha detto il commissario agli affari economici Pierre Moscovici.

In Italia si registrano “squilibri eccessivi”, tra cui alto debito e una protratta bassa produttività che comporta rischi di “implicazioni transnazionali, in un contesto di crediti deteriorati ancora elevati e disoccupazione”. Lo scrive la Commissione Ue nel rapporto sugli squilibri macroeconomici. Il debito “si stabilizza ma ancora non ha imboccato un percorso di ferma discesa a causa del deteriorarsi del saldo strutturale”, e lo slancio delle riforme “è in qualche modo rallentato”.

“La competitività esterna è migliorata ma la debole produttività, legata a ostacoli strutturali, all’accelerazione del costo del lavoro e alla bassa inflazione rendono impegnativo ribaltare la perdita di competitività”. Lo stock di npl poi “ha cominciato a scendere recentemente e pesa ancora sul capitale delle banche, sui profitti e sulle politiche di prestito”.

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