Ucciso da un proiettile vagante, lettera della Boldrini alla vedova Veropalumbo

di | 2 agosto 2013 | in evidenza | 0 commenti

laura-boldriniLa presidente della Camera, Laura Boldrini, ha inviato una lettera in risposta all’appello lanciato da Carmela Sermino, vedova di Giuseppe Veropalumbo (il giovane operaio di Torre Annunziata ucciso da un proiettile vagante la notte di capodanno 2007) dopo che il Ministero degli Interni le ha rigettato la richiesta di godere dei benefici previsti per i familiari delle vittime di terrorismo o di criminalità organizzata. “La vicenda umana e giudiziaria da lei descritta – si legge nella missiva, anticipata via email – è davvero molto triste. Alla greve perdita di suo marito, maturata in circostanze tragicamente assurde, si è aggiunta l’infausta conclusione del procedimento penale e di quello relativo alla sua richiesta dei benefici di legge”. “Pur con tutta la comprensione del caso – continua – purtroppo la Presidenza della Camera non può intervenire direttamente su questi sviluppi. Tuttavia, la sua lettera, unitamente alla documentazione trasmessa, verrà assegnata alla Commissione parlamentare competente affinché i relativi componenti ne possano prendere visione ed eventualmente assumere le iniziative normative che riterranno appropriate”.

La vicenda commosse l’Italia. La vedova, Carmela Sermino, donna coraggiosa e determinata, sta da tempo conducendo una battaglia contro la burocrazia, perché la legge vigente non contempla il caso specifico: “Non mi arrendo – afferma – vivo una situazione fortemente discriminatoria, non ci possono essere vittime di serie A e vittime di serie B”. Sentendosi lesa nei suoi diritti di donna, moglie e madre, la giovane aveva inviato una toccante lettera alla presidente della Camera, Laura Boldrini.

Le indagini, purtroppo, sono state ufficialmente archiviate senza dare un nome ed un volto all’assassino: “Perizie balistiche, interrogatori, sopralluoghi, ricostruzioni, intercettazioni telefoniche e ambientali non hanno portato a nulla. L’uccisione di un uomo onesto, nel fiore degli anni, non ha, dunque, un colpevole”.

Nel documento che accompagna il decreto di archiviazione il procuratore Diego Marmo spiega che, anche senza un responsabile, Veropalumbo è una vittima indiretta della camorra in considerazione “della eccezionale densità e propensione criminale del rione, del numero di bossoli rivenuti nelle strade la mattina seguente, della mole di armi sequestrate nei mesi successivi e del numero degli arresti per reati riconducibili all’azione dei clan”. Per i vertici del Ministero tutto questo non basta. Senza condanna niente benefici. E Carmela è costretta a fare i salti mortali per mantenere la figlioletta e continuare a credere nelle Istituzioni. L’auspicio è che l’iniziativa della presidente Boldrini possa smuovere un po’ le acque…

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