Trump attacca la Siria. Condanna di Mosca: gas un pretesto, avevano già deciso

us syriaTrump, alla stregua dei suoi precedessori, sceglie l’intervento militare contro uno Stato sovrano, lanciando missili sulla Siria, senza passare per il via libera del Congresso.

Trump ha invocato i poteri concessi al presidente Usa dalle leggi varate all’indomani dell’11 settembre 2001 per ordinare l’attacco militare.

Alle 2.45 italiane (le 3.45 in Siria, le 20.45 in Usa), nella notte fra giovedì e venerdì, da due navi americane di stanza nel Mediterraneo sono stati lanciati 59 missili cruise contro la base siriana da cui si afferma sarebbe partito l’attacco aereo di martedì scorso con armi chimiche nella provincia di Idlib costato la vita ad almeno 86 persone, tra cui circa 30 bambini.

Si tratta del primo attacco diretto degli Usa alla Siria dall’insediamento di Trump. Il presidente non aveva preannunciato l’operazione, sebbene ieri il suo messaggio sulla crisi siriana fosse stato più netto che nei giorni precedenti.

La Casa Bianca ha fatto sapere di avere informato la Russia prima dell’attacco. Anche la Nato sapeva, come riferisce un funzionario dell’Alleanza atlantica: “Il segretario generale, Jens Stoltenberg, è stato informato dal Segretario alla Difesa americano, James Mattis, prima degli attacchi”.

Ecco i passaggi principali del discorso tenuto da Trump subito dopo l’attacco. “Martedì scorso il dittatore siriano Bashar al-Assad ha lanciato un orribile attacco con armi chimiche contro civili innocenti. Utilizzando un agente nervino letale, Assad ha soffocato la vita di uomini, donne e bambini inermi. È stata una morte lenta e brutale per tanti. Anche bellissimi bambini sono stati crudelmente assassinati in questo attacco barbaro. Nessun bambino dovrebbe mai subire tale orrore. Questa sera [la notte scorsa, ndr] ho ordinato un attacco militare mirato contro una base aerea in Siria, da dove è stato lanciato l’attacco chimico. È di vitale interesse per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti prevenire e scoraggiare la diffusione e l’uso di armi chimiche letali. Non ci può essere alcun dubbio che la Siria abbia usato armi chimiche vietate, violando i suoi obblighi ai sensi della Convenzione sulle armi chimiche, e abbia ignorato le indicazioni del Consiglio di sicurezza dell’Onu. Anni di tentativi per cambiare il comportamento di Assad sono falliti, e falliti molto drammaticamente. Come conseguenza, la crisi dei profughi imperversa e la regione continua a destabilizzarsi, minacciando gli Stati Uniti e i loro alleati. Questa sera [la notte scorsa, ndr] invito tutte le nazioni civili a unirsi a noi nel tentativo di porre fine al massacro e allo spargimento di sangue in Siria, e anche a porre fine al terrorismo di tutti i tipi”.

L’attacco a stelle e strisce ha provocato forti reazioni internazionali. Da un lato arriva il pieno sostegno degli alleati storici, ossia Israele, Gran Bretagna, Arabia Saudita e Turchia. Dall’altro ci sono le reazioni di sdegno, e di sostegno a Damasco, in primis della Russia, ma anche dell’Iran.

“La responsabilità per questi sviluppi è del solo Assad”, dichiarano la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese François Hollande, dopo essersi sentiti al telefono.

La Cina, che ha ripetutamente bloccato le risoluzioni dell’Onu contro il presidente siriano Assad, non ha condannato esplicitamente l’attacco degli Stati Uniti, ma ribadisce la sua opposizione all'”uso della forza”.

Il presidente russo Vladimir Putin, citato dal portavoce del Cremlino Dmitri Peskov, ha dichiarato che l’intervento “viola la legge internazionale” e che “Washington ha compiuto un atto di aggressione contro uno Stato sovrano”. Il Comitato di Difesa della Duma di Stato (la Camera bassa) russa afferma che l’attacco missilistico contro la Siria potrebbe peggiorare i rapporti tra Mosca e Washington, nonché portare a un allargamento dei conflitti armati in Medio Oriente.

Il ministero degli Esteri russo informa che Mosca ha sospeso il memorandum sottoscritto con gli Stati Uniti per comunicazioni fra militari finalizzate a evitare incidenti sui cieli della Siria e ha chiesto una riunione urgente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

Secondo Mosca, gli Usa avevano deciso di attaccare la Siria già prima della strage avvenuta tre giorni fa nella provincia siriana di Idlib per un presunto attacco con armi chimiche di cui sono accusate le truppe di Damasco: lo sostiene il ministero degli Esteri russo, secondo cui la carneficina di Idlib è stata per gli americani solo “un pretesto”.
“È evidente – dichiarano da Mosca in un comunicato letto dalla portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova – che l’attacco con i missili da crociera americani è stato preparato in anticipo. Ad ogni esperto è chiaro che la decisione di effettuare gli attacchi è stata presa da Washington prima degli eventi ad Idlib che sono stati semplicemente usati come pretesto per dimostrare la forza”.

È di almeno sei morti il bilancio dell’attacco missilistico alla base siriana di Shayrat: almeno due sono i civili. Altre sette persone sono rimaste ferite. Lo ha detto Talal Barazi, il governatore della provincia di Homs. Nella base aerea, ha riferito Barazi, dopo l’esplosione è divampato un incendio che è durato oltre un’ora.

Grazie all’attacco aereo Usa, l’Isis ora avanza alla riconquista delle città che Assad aveva liberato dai ribelli. A questo punto è evidente che l’amministrazione Usa ritenga prioritaria la destituzione del presidente siriano (un favore a Israele) rispetto alla distruzione dell’Is.

Lascia un commento

Devi essere loggato per scrivere un commento.