Ferrovie dello Stato: il vino di Vespa sui Frecciarossa, ai pendolari solo incidenti

di | 2 febbraio 2018 | attualità | 0 commenti

Beato Bruno Vespa, che vende il suo vino ai clienti di Trenitalia – 9 euro per 33 cl, sui Frecciarossa. Va decisamente meno bene ai pendolari, sempre più vittime di disservizi, tagli delle tratte, ritardi, e soprattutto incidenti. Ecco, quello della sicurezza dei treni è un tema davvero urgente. Come ha fatto presente il presidente della Repubblica al ministro Delrio.

“Con il presidente Mattarella abbiamo parlato a lungo del tema dei pendolari. E lui mi ha chiesto di continuare a vigilare, proseguendo sulla strada della manutenzione e della sicurezza per i pendolari”. Parola del ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, intervenuto in merito al suo incontro con il capo dello Stato sulla tragedia di Pioltello.

“Il primo tema sollevato – ha aggiunto Delrio – riguarda il potenziamento del trasporto per i pendolari. Il rapporto Legambiente dice che la nostra cura sta cominciando a produrre effetti”. Rispetto alla tragedia “vogliamo piena verità e vogliamo che sia fatta luce – ha proseguito il ministro – sulle responsabilità, anche perché gli investimenti di manutenzione e sicurezza sono triplicati. Abbiamo speso il 70% in più quest’anno: il nostro sistema è molto sicuro e questa tragedia ha sconvolto tutti”.

Ieri, Rete Ferroviaria Italiana ha incontrato le organizzazioni sindacali FILT CGIL, FIT CISL, UILTRASPORTI, UGL TAF, FAST MOBILITÀ. In attesa delle conclusioni delle indagini in corso, l’azienda e le organizzazioni sindacali hanno condiviso e ribadito l’importanza della sicurezza come missione fondamentale di tutti i processi produttivi della società. In tal senso le parti hanno confermato la validità del tavolo permanente per la sicurezza.

Nel corso della riunione, Rfi ha comunicato che, dal momento del dissequestro da parte dell’Autorità Giudiziaria, saranno necessari circa quattro giorni per la riapertura completa della linea ferroviaria.

Insomma, Ferrovie dello Stato punta tutto sui treni di “lusso”, penalizzando i regionali e le tratte dei pendolari. E a farne le spese, come sempre, è la povera gente.

 

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