Terra dei fuochi, Rivellini: “fare chiarezza sui fondi stanziati per lo screening della popolazione”

di | 21 febbraio 2014 | attualità | 0 commenti

Terra dei fuochiQuando si parla di “Terra dei fuochi” il pensiero di tutti va alle storie di degrado ambientale e morte emerse grazie alle coraggiose denunce della popolazione della zona e di preti “di frontiera” come don Maurizio Patriciello, alle inchieste della magistratura e delle forze dell’ordine, alla manifestazioni di piazza come #fiumeinpiena, al ruolo esercitato dalle organizzazioni criminali in questo gioco al massacro, alle connivenze ed omissioni che hanno consentito a persone senza scrupoli di perpetrare questo “biocidio”.

Poco o nulla si dice in merito alle responsabilità amministrative e contabili ed alla necessità di chiarire i numerosi punti ancora oscuri. In particolare ci si chiede se le istituzioni territoriali fossero o meno a conoscenza della gravità della situazione e, soprattutto, per quale ragione non sono state predisposte e concretamente attuate misure per limitare i rischi per la salute della collettività.

L’europarlamentare Enzo Rivellini è tra quanti si battono, quotidianamente, per eliminare la coltre di fumo che avvolge una questione così delicata in modo da arrivare ad una ricostruzione dei fatti la più lineare e rispondente alla realtà. In questa prospettiva si colloca la nota con cui, il 13 gennaio scorso, ha segnalato al Governatore Stefano Caldoro, e al Ministro della Salute, le mosse della Regione Campania.  “Sin dal 2008 – scrive Rivellini – la Regione Campania, con la legge numero 1 del 30.01.2008 (pubblicata sul Bollettino ufficiale dell’ente numero 5 bis del successivo 4 febbraio) all’articolo 42 comma 9 prevedeva che “dal fondo delle Asl Na 2 e Na 4” fosse destinato “un finanziamento di euro 200mila all’Asl Na 2 e 200mila all’Asl Na 4 per le prime analisi da effettuare sulla popolazione, al fine di verificare il livello di diossina presente nell’organismo, da affidare all’Istituto Negri di Milano”.

L’esponente politico ha, inoltre, scovato una precedente delibera dell’Asl Na 2, la numero 1367 del 14 dicembre 2007, con la quale “approvava il progetto-studio denominato Nuova Vita«per rilevare la concentrazione di diossina quale indicatore di inquinamento ambientale nelle zone rurali e del centro urbano della città di Giugliano in Campania. Per questo stesso progetto l’Asl stanziava 75mila euro”.

Questo il dato strettamente burocratico. Ma è proprio qui che casca l’asino. “A tutt’oggi – denuncia Rivellini – nulla si è più saputo né delle cospicue risorse economiche regionali stanziate né dei rilievi scientifici che andavano effettuati: è una gravissima lacuna su cui occorre porre rimedio immediato. Tutto ciò è molto importante proprio ora che si parla di Terra dei Fuochi e screening delle popolazioni. È bene che le Istituzioni pubbliche ad ogni livello facciano chiarezza”.

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