Terra dei fuochi, Rivellini: dramma noto e sottovalutato

di | 27 dicembre 2013 | ambiente | 0 commenti

terra dei fuochiL’immane tragedia ambientale di “Terra dei fuochi” era già nota ed è stata sottovalutata. Questo è quanto emerso dalla conferenza stampa che si è svolta in mattinata presso la sede del Consiglio Regionale della Campania. L’eurodeputato Enzo Rivellini, unitamente alla consigliera Bianca D’Angelo, ha diffuso documenti inediti relativi all’emergenza ambientale ed utili in particolare alla “Terra dei Fuochi”. Rivellini ha informato la stampa di aver scritto al Procuratore Capo di Napoli Giovanni Colangelo, al Procuratore regionale della Corte dei Conti della Campania Tommaso Cottone, al Governo Letta, al Presidente Caldoro, ai Ministri ed assessori regionali dell’Ambiente e dell’Agricoltura.

“Sin dal 1994 – si legge nella missiva distribuita ai giornalisti – nell’ambito Progetto “Terra” il Ministero dell’Ambiente ha fotografato, ripetendo tutto ciò nel 2000 e nel 2006, l’intero Mezzogiorno d’Italia. Inoltre nel 2004 grazie al Pon Sicurezza, il Ministero dell’Interno con una spesa di decine di milioni di euro (50 ?) ha dato all’Arma dei Carabinieri ed al Cnr il compito di radiografare col sistema “Mivis” (è un’analisi multi-spettrale che da un’altezza di 2500 metri dal suolo esegue una “radiografia” che misura la temperatura del sottosuolo, evidenziandone le eventuali anomalie) tutta l’Italia del Sud”.
“Inoltre – continua – l’Arpac nel 2007/2008, dopo aver acquisito i dati dei sistemi di cui sopra, ha incaricato il Cnr di ispezionare con lo stesso sistema “MIVIS” i soli territori dei Regi Lagni da un’altezza di 1500 metri dal suolo per predisporre il “Piano Amianto”.

Di qui la conclusione “che da anni si conoscevano eventuali anomalie del sottosuolo per sversamenti irregolari e pertanto si potevano verificare le dichiarazioni dei pentiti di camorra e le relazioni delle varie Commissioni di Inchiesta, procedendo alle bonifiche delle sole zone inquinate”. Il parlamentare europeo ha chiarito di aver scritto in particolare alla Procura della Repubblica ed alla Corte dei Conti “affinché, ove mai ne riscontrassero gli estremi, verifichino colpevoli omissioni o sprechi di risorse pubbliche per non aver utilizzato indagini così costose. Indagini che sembra la Regione stia ora ripetendo con la Capitaneria di Porto”.

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