Terminato il 67° Congresso Nazionale Siaarti, passi in avanti nella terapia del dolore

di | 24 ottobre 2013 | salute | 0 commenti

Flaminia ColuzziTerminato il 67° Congresso Nazionale, gli esperti della medicina del dolore raccontano i successi realizzati grazie alla legge 38/2010 che tutela il diritto del cittadino ad accedere alle cure palliative e alla terapia del dolore.

“Il riconoscimento del dolore cronico come malattia e la semplificazione delle procedure di accesso ai medicinali impiegati nella terapia antalgica ha consentito di migliorare l’approccio terapeutico agli oltre 12 milioni di pazienti italiani affetti da dolore cronico” – spiega l’esperta Flamina Coluzzi (nella foto), ricercatore universitario e docente di Anestesia e Rianimazione all’università di Roma la Sapienza.

“L’industria farmaceutica – aggiunge – ha affiancato questa evoluzione culturale, garantendo anche all’Italia, l’accesso a numerosi nuovi farmaci, che fino a pochi anni fa erano disponibili solo in alcuni stati europei o oltreoceano. Abbiamo oggi a disposizione nuove formulazioni di oppiacei che riducono significativamente l’incidenza degli effetti collaterali più comuni nel trattamento cronico, quali gli effetti gastrointestinali (nausea, vomito, stipsi)”.

Poiché gli anziani sono la popolazione maggiormente esposta al rischio di dolore cronico e più frequentemente politrattati per la concomitanza di altre patologie, Flaminia Coluzzi ricorda che “di recente è stata introdotta una formulazione topica per il trattamento di forme di dolore neuropatico, particolarmente invalidanti, quale la nevralgia post-herpetica, che colpisce prevalentemente gli anziani”. “Grandi passi in avanti – sottolinea ancora – sono stati fatti nella gestione del dolore oncologico, con farmaci specifici per il trattamento del dolore di base e del dolore episodico intenso, acuto ed imprevedibile, che richiede l’utilizzo di formulazioni potenti, rapide e di breve durata d’azione”.

Si affacciano infine sul panorama nazionale ed internazionale farmaci innovativi per il trattamento del dolore da metastasi ossee che agiscano non solo come analgesici, ma che modifichino specificatamente la progressione della malattia, agendo sul rimaneggiamento osseo.

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