Televisione, oggi la Rai compie sessant’anni

di | 3 gennaio 2014 | attualità | 0 commenti

foto tecnico RaiIl 3 gennaio 1954 iniziava in Italia il servizio pubblico televisivo. Erano le 11 quando Fulvia Colombo, la prima “signorina buonasera”, vale a dire annunciatrice tv, inaugurava le trasmissioni di quella che poi sarebbe diventata Rai 1 e che allora si chiamava “Programma Nazionale”.

Il palinsesto della Rai si aprì alle 14,30 con il programma “Arrivi e partenze”, 15 minuti di incontri in studio o filmati dall’aeroporto di Ciampino con personaggi famosi di passaggio a Roma. A condurre un giovanissimo Mike Bongiorno. Alle 20,45 andò in onda dagli studi di Milano il primo telegiornale e, alle 23,15, la “Domenica Sportiva” che, sperimentalmente, era nata tre mesi prima delle trasmissioni regolari e si chiamava Cronache Sportive.

In occasione del sessantesimo anniversario dell’evento Rai Storia proporrà domani sera, a partire dalle 21.15, il documentario “La nascita della televisione italiana” – di Michele Astori, Alessandro Chiappetta e Enrico Salvatori – che ripercorre le fasi preparatorie della sperimentazione Tv, fino al traguardo di Roma collegata con Milano e Torino, che la Rai raggiunse in meno di un lustro (1949-1954). Il programma, condotto da Massimo Bernardini, racconta il periodo in cui, sotto la guida di Sergio Pugliese, dagli studi di Torino (dal 1949), Milano (dal 1952) e Roma (dal 1953), tecnici, registi e attori presero confidenza con il nuovo mezzo di comunicazione, davanti ad un pubblico incredulo di poche migliaia di telespettatori, destinato a crescere in modo esponenziale in pochi anni.

In quel frangente venne messa in piedi la rete di trasmettitori e ripetitori del segnale televisivo, spesso in condizioni di disagio ambientale, tanto che, il 3 gennaio 1954, era già stato raggiunto il 43% del territorio, dove viveva il 36% della popolazione. Costruito con materiali d’epoca, notizie e filmati inediti, anche a colori, il documentario si avvale delle preziose testimonianze dell’attore Giorgio Albertazzi, di Nicoletta Orsomando (nel 1953 annunciatrice e volto della Tv da Roma), Isa Barzizza, prima diva del cinema a prestarsi al nascente mezzo (ha recitato, tra l’altro, in diversi film di successo al fianco di Totò), ed Elda Lanza, la prima presentatrice della Tv, oggi giallista di successo.

Nel corso del documentario sono presenti dei brani da un reportage realizzato nel decennale delle trasmissioni TV da Ugo Zatterin, TV dieci anni prima (1964), che raccoglie tutte le testimonianze del periodo epico della fase sperimentale, e restaurato con procedimento di telecinema in Hd. Allo stesso modo sono stati riversati in Hd anche i primi documentari che la Rai produsse per spiegare il funzionamento e il linguaggio della televisione (Dietro le quinte della TV) e la costruzione della rete dei trasmettitori e dei ripetitori (Nuove antenne TV). Vengono presentate rare immagini a colori degli studi televisivi di quei primi anni ’50, ritrovate in un documentario prodotto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri in quel fatidico 1954, dal titolo “Undicesima musa”. Insomma un appuntamento da non perdere.

La Rai ha rappresentato un punto di riferimento per intere generazioni che sono cresciute seguendo i suoi programmi. Le continue ed asfissianti ingerenze della politica hanno, progressivamente, indebolito il ruolo del servizio pubblico che, nonostante tutto, in alcuni settori riesce, comunque, a manifestare in pieno le proprie potenzialità. Ecco perché riteniamo che sia necessaria una riforma, senza, però, penalizzare le risorse artistiche, professionali e tecniche di cui l’azienda dispone e che hanno fatto conoscere al mondo intero le meraviglie e, perché no, le contraddizioni del nostro Paese.

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