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Eurobarometro: stare nell’Ue piace solo al 39% degli italiani

L’appartenenza all’Unione europea non è vista di buon occhio. Infatti è positiva solo per il 39% degli italiani. Anche se il dato è in ripresa, segnando +3% rispetto a soli sei mesi fa, resta il terzo più basso d’Europa dietro croati (36%) e cechi (34%). Il dato emerge dall’ultimo Eurobarometro dell’Europarlamento. Salgono al 44% (+5%) gli italiani che ritengono che questo abbia portato benefici. In media, il 60% degli europei ritiene sia una cosa buona che il loro Paese faccia parte dell’Ue.

In Italia le percentuali sono più basse rispetto alla media europea. A un anno dalle prossime elezioni, il sondaggio Eurobarometro, commissionato dal Parlamento europeo e condotto nell’aprile 2018 da Kantar Public su 27.601 cittadini dei 28 Stati membri, rivela che il 60% di loro ritiene che l’appartenenza del proprio Paese all’Ue rappresenti una “cosa positiva”. Inoltre, più di due terzi degli intervistati è convinto che il proprio Paese abbia tratto beneficio dall’appartenenza all’Ue. Si tratta del punteggio più alto mai registrato dal 1983.

A livello Ue, quasi un terzo degli intervistati è già a conoscenza della data delle prossime elezioni europee. In generale, la procedura per la nomina dei candidati alla Presidenza della Commissione europea da parte dei partiti politici europei, è percepita come uno sviluppo positivo per la democrazia in Europa. Quasi la metà degli intervistati, infatti, ha dichiarato che questa procedura li incoraggerebbe a partecipare al voto. Quasi tre quarti dei cittadini desiderano che questa scelta dei candidati alla Presidenza della Commissione sia accompagnata da un vero dibattito sulle tematiche europee e sul futuro dell’Ue.

Il 53% degli italiani intervistati ha risposto che la scelta del presidente della Commissione da parte del Parlamento li renderebbe più propensi ad andare a votare, mentre il 68% sostiene che tale processo dovrebbe essere accompagnato da un dibattito sulle questioni europee e sul futuro dell’Ue. Sempre in Italia, alla domanda relativa alla data delle prossime elezioni, il 28% ha risposto “maggio” mentre l’11% ha risposto “2019”. In conclusione, quattro italiani su dieci sono in qualche modo a conoscenza della data delle prossime elezioni europee.

Tajani: “Italia paga scotto ripresa a rilento” – L’Italia paga anche lo scotto di una ripresa economica che va a rilento” e ciò produce “insoddisfazione da parte dei cittadini, anche nei confronti delle istituzioni europee che hanno la loro responsabilità, ma c’è anche il tentativo di mandare sempre tutta la spinta negativa verso Bruxelles”. Così il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani commentando con i giornalisti l’Eurobarometro. “Però bisogna dire che nell’ambito dell’inchiesta rispetto all’anno scorso c’è un incremento di coloro che invece credono nell’Unione europea – aggiunge -. E’ assolutamente insufficiente, però c’è già un’inversione di tendenza”.