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Lifeline verso Malta. Ong: “Seehofer è Salvini tedesco”

Dopo l’incontro segreto a Roma tra il presidente del Consiglio Conte e il presidente francese Macron per lo sblocco del caso della nave Lifeline con la ridistribuzione dei migranti, c’è stato l’alt della Germania con l’opposizione del ministro tedesco Horst Seehofer. In tarda mattinata la vicenda sembra avviarsi a conclusione. 
La Lifeline “ha ricevuto” il permesso per entrare in acque maltesi, e cercare riparo dalle cattive condizioni meteo. Lo riferisce l’Ong via Twitter, che attacca: “Seehofer omette soccorso, è Salvini tedesco“. 

È il ministro dell’Interno tedesco ad avere impedito alla Germania di partecipare all’accordo e accogliere una quota dei profughi della nave Lifeline. Tutti gli altri politici avrebbero la volontà di risolvere il problema. È quello che ha detto Alex Steier, portavoce di Lifeline, all’Ansa, spiegando quali difficoltà impediscano alla Germania di partecipare all’accordo con gli altri Stati disposti ad accettare i profughi della nave.

Seehofer “agisce come una versione tedesca del collega italiano Salvini e rende il governo tedesco complice della mancata assistenza a persone in pericolo”. Lo dice Alex Steier, di Lifeline, in un comunicato. “Se la situazione a bordo della nave subirà un’escalation a causa delle condizioni di sfinimento e debolezza delle persone a bordo, e del peggioramento del tempo, Seehofer ne avrà piena responsabilità”, aggiunge nella nota.

Ci sono due Ong che navigano in maniera illegale. Battono bandiera olandese ma l’Olanda non li riconosce e navigano con una nave da diporto che potrebbe portare 50 persone trasportandone più di 200. “Sono irresponsabili, non soccorritori”. Lo dice il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Danilo Toninelli, parlando a Agorà, su Rai3 rispondendo a una domanda sulla situazione della Lifeline e sul ruolo delle Ong. Il ministro ha sottolineato che la Guardia costiera italiana ha rispettato le convenzioni internazionali e che negli anni ha salvato “un milione di vite umane”. 

Dopo una settimana in mare, la navigazione dei migranti della nave Lifeline potrebbe concludersi presto nel porto maltese di La Valletta. Da qui, le 234 persone salvate giovedì scorso davanti alle coste libiche dovrebbero essere poi ridistribuite subito su base volontaria tra un drappello di Paesi dell’Ue: una soluzione del tutto inedita nella gestione degli sbarchi, che potrebbe segnare un precedente nella politica europea. E che il governo italiano già rivendica come un successo nel giorno in cui incassa anche un’apertura dalla Commissione europea: “Non è giusto – sottolineano a Bruxelles – che sia solo un Paese dell’Ue a ricevere tutte queste navi. Abbiamo compreso la posizione italiana”. La soluzione europea cui si lavorava da giorni ha avuto un’accelerazione durante il colloquio organizzato ieri sera in gran riservatezza tra il premier Giuseppe Conte e il presidente francese Emmanuel Macron – a Roma per una visita ufficiale in Vaticano – ma è maturata soprattutto in una serie di telefonate incrociate tra le cancellerie dell’Ue, con il sostegno di Commissione e Consiglio europeo. Anche se il premier maltese Joseph Muscat – che pure si intesta “lo sforzo diplomatico per arrivare a un accordo ad hoc” – ancora frena: al momento non è stato dato il via libera all’ingresso della nave in porto. Si attende che tutti gli Stati coinvolti nei colloqui accettino di accogliere in patria la loro quota di passeggeri della Lifeline. La disponibilità per ora è arrivata da Italia, Francia, Portogallo, oltre alla stessa Malta. Germania, Olanda e Spagna starebbero invece ancora valutando. “Coerentemente con il principio cardine della nostra proposta sull’immigrazione – ha sottolineato Conte dopo avere dato l’annuncio dell’intesa raggiunta con Muscat – l’Italia farà la sua parte e accoglierà una quota dei migranti che sono a bordo”. Dalla Lifeline si sono detti soddisfatti del sostegno maltese anche se, in serata, dalla nave facevano sapere di non essere ancora stati autorizzati ad attraccare. Per loro, tuttavia, altri guai potrebbero iniziare proprio una volta sbarcati. La Valletta ha annunciato un’indagine e possibili azioni contro l’equipaggio “che ha ignorato le istruzioni date dalle autorità italiane in accordo con le leggi internazionali”.​Parole, pure queste, che suonano come un significativo cambio di tono nei confronti di Roma dopo che nei giorni scorsi da Malta avevano parlato di “vera disumanità” per non aver subito accolto la nave in un porto italiano.

In attesa degli eventi, il ministro degli Interni Matteo Salvini può intanto esultare su Twitter: “E due! Dopo la ong Aquarius spedita in Spagna, ora tocca alla Lifeline che andrà a Malta. Stop all’invasione”. Senza rinunciare all’ormai quotidiana polemica a distanza con Macron. “E’ un arrogante, apra subito le porte di casa sua ai 9.000 immigrati che la Francia si era impegnata ad accogliere dall’Italia”, ha attaccato il vice premier dopo che il leader francese aveva ribadito la sua opinione secondo cui in Italia “non c’è una crisi migratoria” e ammonito a non chiamare “egoista” la Francia. Intanto è tornata sotto i riflettori anche la nave Aquarius della Ong Sos Mediterranee. All’imbarcazione dirottata nei giorni scorsi a Valencia con il suo carico di oltre 600 migranti, è stato ora negato da Malta anche uno sbarco tecnico per fare rifornimento. Ha accettato di accoglierla Marsiglia, nel Sud della Francia. Stavolta, però, senza migranti a bordo.