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Grindr nella bufera: condivisi dati personali, tra cui test Hiv

Grindr, l‘app di incontri dedicata al mondo maschile gay e bisessuale finisce nella bufera. Secondo ‘BuzzFeed’ la popolare applicazione di appuntamenti ha fornito i dati personali dei suoi oltre 3,6 milioni di utenti a due società, Apptimize e Localytics, che aiutano a ottimizzare le app. Tra le informazioni inviate alle due compagnie, oltre all’età, l’ID del telefono, l’indirizzo mail e la posizione Gps degli utenti ci sarebbe anche lo ‘status HIV‘, ossia la data e il risultato dell’ultimo test che al momento dell’iscrizione gli utenti possono scegliere di rendere noto.

“Lo status dell’HIV è collegato a tutte le altre informazioni. Questo è il problema principale”, ha detto a ‘BuzzFeed’ Antoine Pultier, ricercatore di Sintef, una non-profit norvegese che per prima ha individuato il problema. Pultier punta il dito sugli sviluppatori dell’app. Tutta la vicenda, ha spiegato, potrebbe essere dovuta “all’incompetenza di alcuni sviluppatori che inviano di tutto, incluso lo status HIV”.

Secondo i ricercatori di Sintef, il rischio è che le informazioni sulla salute degli utenti possano permettere agli hacker di individuare la loro posizione. Stando a Cooper Quintin, ricercatore di sicurezza informatica presso la Electronic Frontier Foundation, la questione non è da sottovalutare. Ad essere a rischio, in questo caso, sarebbe la sicurezza dell’utente, soprattutto se vive in Paesi nei quali l’omofobia è particolarmente accentuata.

Grindr è stata fondata nel 2009 e nel mondo conta oltre 3,6 milioni di utenti. A dicembre, l’azienda ha lanciato una rivista online dedicata ai problemi culturali nella comunità queer. L’app offre inoltre annunci gratuiti per i siti di test dell’HIV e la scorsa settimana ha introdotto una funzione opzionale che ricorda agli utenti di sottoporsi al test dell’HIV ogni tre o sei mesi. Dopo la notizia diffusa da ‘BuzzFeed’, Grindr ha fatto sapere che i dati, cifrati, non sono stati né condivisi con alcun inserzionista né venduti e che smetterà di condividere con terzi le informazioni relative alla salute dei propri utenti.