Strage di Viareggio, lo Stato non sarà parte civile

di | 13 novembre 2013 | attualità | 0 commenti

strage_viareggioAl via oggi il processo per la tragedia ferroviaria di Viareggio del 29 maggio 2009 nella quale morirono 29 persone. Quella maledetta sera un convoglio ferroviario che trasportava Gpl deragliò al passaggio nella stazione cittadina. Una cisterna si squarciò e il gas si diffuse nella vicina via Ponchielli. L’incendio che ne scaturì devastò la strada e le case del circondario. La Procura di Lucca contesta, a vario titolo, i reati di disastro ferroviario colposo, incendio colposo, omicidio colposo plurimo e lesioni colpose plurime. Gli imputati sono 33, fra loro i dirigenti delle Ferrovie dello Stato, tra i quali l’amministratore delegato Mauro Moretti e della società proprietaria del convoglio che deragliò, la Gatx, e che lo revisionarono e montarono.

L’avvocato dello Stato Gianni Cortigiani – che rappresenta la Presidenza del Consiglio dei ministri e i Ministeri dell’Ambiente e degli Interni – ha annunciato che lo Stato non si costituirà parte civile, in quanto con le assicurazioni di Fs e Gatx è ”in fase di definizione” una transazione per un risarcimento che il legale definisce ”sostanzioso”. La proposta di transazione in questo momento è all’esame dell’Avvocatura Generale, che la prossima settimana si riunirà per valutarla. Dopo servirà il via libera dei ministri e della Corte dei Conti. Top secret la cifra. Secondo alcune indiscrezioni si tratterebbe di alcune decine di milioni di euro. La notizia ha provocato la reazione sdegnata dei familiari delle vittime:

La notizia ha provocato il risentimento dei familiari delle vittime: “Lo Stato se ne frega dei 32 morti e se ne frega di avere la verità” – ha dichiarato Daniela Rombi, presidente dell’associazione “Il mondo che vorrei”. “È una brutta cosa – ha aggiunto – tutti dicono che sono con noi, ma ora basta prenderci in giro”. ”Il 9 agosto – ha continuato Daniela Rombi – lo Stato ha rinominato Moretti amministratore delegato di Fs. Quella di oggi è una logica conseguenza. Lo hanno nominato di nuovo alla guida del Gruppo nonostante fosse stato rinviato a giudizio. È una linea che respingiamo e che non accettiamo”.

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