“Strage” di partite Iva, dall’inizio della crisi chiuse ben 415mila

di | 10 dicembre 2013 | attualità | 0 commenti

partiteivaIn questi giorni di proteste, salta agli occhi anche la situazione di criticità in cui versa il lavoro autonomo. Basti pensare che tra il 2008 (inizio della crisi) e il settembre di quest’anno (ultimo dato disponibile) hanno chiuso l’attività ben 415mila partite Iva. Lo sottolinea la Cgia di Mestre. I più colpiti da questa moria, rileva l’organizzazione veneta, sono stati i lavoratori in proprio, ossia gli artigiani, i commercianti e gli agricoltori: infatti, nello stesso periodo sono diminuiti di 345mila unità. In quasi sei anni di crisi economica, la variazione dell’occupazione degli indipendenti è stata del sette per cento. Nel medesimo periodo, per ogni cento lavoratori autonomi, quasi otto hanno chiuso i battenti.
Una situazione di difficoltà, ricordano dalla Cgia, che, purtroppo, ha mantenuto la pressione fiscale media a carico di queste piccolissime realtà attorno al 50 per cento. ”In proporzione – spiega il segretario della Cgia Giuseppe Bortolussi – la crisi ha colpito in maniera più evidente il mondo delle partite Iva rispetto a quello del lavoro dipendente. In termini assoluti, la platea dei subordinati ha perso 565mila lavoratori, mentre in termini percentuali è diminuita solo del 3,2 per cento, con una quota del numero dei posti di lavoro persi sul totale della categoria pari al 3,3 per cento. Tassi, questi ultimi, che sono meno della metà di quelli registrati dai lavoratori indipendenti”.
Anche gli imprenditori, vale a dire i soggetti a capo di attività strutturate con dipendenti, sono diminuiti di 35mila unità (-12,4 per cento). Le uniche categorie che hanno registrato risultati positivi sono stati i soci delle cooperative (+ 2mila unità, pari al +4,4 per cento) e, soprattutto, i liberi professionisti. Gli iscritti agli ordini e ai collegi professionali sono aumentati di ben 115mila unità (+9,8 per cento). Infine, segnala la Cgia, a livello territoriale è stata la Sardegna a registrare la caduta dell’occupazione più forte tra gli autonomi (-15 per cento). Male anche la Calabria (-13,1 per cento) e la Valle d’Aosta (- 12,5 per cento). Segno positivo, invece, solo per il Veneto (+0,4 per cento) e l’Abruzzo (+0,9 per cento).

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