Stipendi, la Cgia smentisce il Dipartimento delle Finanze

di | 29 novembre 2013 | tribuna aperta | 0 commenti

busta pagadi Ciro Balzano
“Gli imprenditori percepiscono di più dei dipendenti”. È trascorsa poco più di una settimana dalla notizia rilasciata dal Dipartimento delle Finanze, secondo cui, attraverso una rilevazione statistica sui redditi dichiarati, gli imprenditori percepiscono meno dei loro dipendenti. La notizia ha di per sé scatenato l’ennesima bagarre sui numeri che contrappone atavicamente le due classi, senza esclusioni di colpi. Ad animare la disputa statistica ci ha pensato anche la Cgia di Mestre, che attraverso un’analisi statistica rigorosa, ha ribaltato il risultato della relazione sui redditi.
Infatti la più rappresentativa Organizzazione italiana dell’Artigianato e della micro e piccola impresa, numeri alla mano, ha saputo confutare egregiamente la tesi del Dipartimento del Mef.

Dopo aver preso in considerazione i redditi relativi all’anno di imposta 2011 emersi dagli studi di settore di alcune categorie di lavoratori autonomi, ha incrociato gli stessi con quelli dei lavoratori dipendenti relativi agli stessi settori di analisi, ed il risultato è stato senza ombra di dubbio completamente diverso rispetto ai dati distribuiti dal Dipartimento delle Finanze.
Dall’incrocio, infatti, è emerso che nel settore delle pulizie, un imprenditore mediamente percepisce circa il 187 per cento in più rispetto ad un suo dipendente; stessa cosa per quanto riguarda la categoria degli idraulici, dove gli imprenditori mediamente percepiscono circa il 95 per cento rispetto ai propri dipendenti, poi a seguire un fotografo il 71 per cento, un falegname il 68 per cento, un costruttore edile il 36 per cento ed un barista il 25 per cento. Questa comparazione, secondo le note rilasciate dall’Organizzazione dell’Artigianato, è stata strutturata tra i redditi di alcune imprese individuali con l’analisi degli studi di settore ad esso associati e con ricavi superiori ai 30.000 euro ed i redditi dei propri lavoratori dipendenti, facilmente quantificabili attraverso l’analisi del modello Cud (Certificazione Unica Dipendente). Al di sotto della soglia limite di 30.000 euro, sempre secondo le rilevazioni della Cgia, ci sono solo attività che nella stragrande maggioranza dei casi non dispongono di alcun dipendente.

Nello specifico, e per ogni settore sopracitato, in termini di numeri reali, la Cgia ha rilasciato anche le differenze reddituali.
Infatti in un’impresa di pulizie, l’imprenditore percepisce un reddito medio di 38 mila e 500 euro, mentre il suo dipendente ha un reddito medio di 13 mila e 400 euro. Non solo.
Un idraulico (che detiene un’impresa) percepisce mediamente in un anno quasi 32 mila euro, mentre un suo dipendente 16 mila euro, e così discorrendo un Edile ha percepito un reddito medio di quasi 30 mila euro mentre un suo dipendente quasi 22 mila.
È la dura lotta dei numeri, che però quando diffusi sommariamente rischiano di tracciare una realtà ben diversa da quella che viviamo,ma soprattutto rischiano di lacerare ulteriormente i rapporti tra le unità professionali di questo paese, già profondamente divise.

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